Marco nell’Olimpo

Marco nell’Olimpo

È un piacere leggere La cacciata dall’Olimpo, primo sforzo editoriale di Marco Ragazzi. Personaggi ottimamente caratterizzati, prosa pregevole, trama accattivante. E una riflessione che si dipana dalla prima all’ultima riga sul modo migliore di approcciare la vita anche nei momenti di maggior sconforto. Il tutto condensato in settanta godibilissime pagine.

Ma partiamo dall’inizio.

Lei si chiama Nice e lui Tino. Sono sposati e si amano. Gli anni sono quelli post bellici e sbarcare il lunario è arduo. A Milano i due trascorrono anni penosi tirando a campare con lavori saltuari e malpagati, ospiti non graditi in casa del cugino di lui. Poi, inaspettata, la chiamata per un posto di lavoro dignitoso, decorosamente retribuito e socialmente riconosciuto. Lui intravede il destro da cogliere per affermarsi dopo anni di oppressioni, così si abbandona al sogno, indugia nel figurarsi il futuro che sarà. Lei no, dietro l’angolo lei vede l’ennesima fregatura. Nessun riscatto è previsto per loro, solo un’ulteriore delusione. Nice non cede alle lusinghe della vita, ha ben compreso che quanto più si vola alto sulle ali dell’illusione tanto più sarà disastroso lo sfracello contro la realtà.

Per un certo periodo gli eventi sembrano dare ragione a Tino. Ma un episodio increscioso squilibra il tutto, un’ombra di discredito è gettata sul loro operato. Si tratta di un fatto d’una gravità tale che, se confermato, precipiterebbe la coppia in una situazione peggiore di quella di partenza. Si incrina così la speranza di Tino di avercela fatta: non sapeva, Tino, quanto in fretta un sogno può volgere a incubo!

Con lo spoiler non proseguo oltre. Basti dire che quando si termina il libro si è pervasi da un senso di appagamento: la storia è stata avvincente e la chiusa scioglie le tensioni nel migliore dei modi. Sopraggiunge poi un desiderio: che Marco Ragazzi torni a impugnare la penna per deliziarci di una nuova opera. Questa la mia speranza e il mio augurio.

La recensione potrebbe finire qui. E invece no. Un encomio va di diritto alla Pluriversum Edizioni per l’impegno profuso alla creazione di un prodotto – il libro – di eccellente qualità, esteticamente attraente oltre che valido nei contenuti.

Ve lo dico francamente: La cacciata dall’olimpo non sfigurerà tra gli altri vostri titoli. Parola di lettore.

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