La passione di Cristo

La passione di Cristo

 

Limpido cielo, di stelle ammantato,
in quella gelida notte nella quale sei nato,
finanche da vivida cometa attraversato,
onde annunciar sublime avvento,
tra paglia, nell’angusto antro,
in miseri panni e solo riscaldato
dal fiato del bue e dell’asinello,
Tu, Umile e Divino Bambinello,
dall’eterea dimensione proveniente
sull’angosciata Terra,
per volontà del Padre Tuo vivente.
Regali gesti, dalle miracolose mani
generate per sanare e per donare
ciò ch’era andato perso per un destino avverso,
da chi, nel proprio cammino, ti ha incontrato
e il Tuo verbo ha fatto suo,
per cui ogni peccato gli è stato cancellato.
Carismatiche parole, dalla Tua bocca,
di pace, perdono, speranza, fratellanza,
rivolte alla crescente folla,
che ha barattato il cuore in cambio del Tuo amore,
per mezzo delle quali, mutando triste sorte,
la vita hai restituito, sconfiggendo la morte,
di chi, di Te, la veridicità ha recepito.
Tu, come Buon Pastore, hai conquistato il cuore,
di chi, di Te, ha compreso
che fossi, in verità, il Messia tanto atteso,
del Creatore, l’Unigenito Figlio,
fattosi uomo e tra i suoi simili sceso,
per prender su di sé, del mondo, diabolico peccato.
E affinché ciò si avverasse,
fosti straziato e umiliato,
a seguito di, con un bacio, esser tradito
da chi al desco Tuo s’era seduto
e aveva, con Te, intinto il pane consacrato,
spezzato e dispensato,
come Tuo Corpo, sulla croce immolato
e il vino, dal calice, bevuto,
offerto al pari del sangue Tuo versato,
dietro l’Eterno Patto,
dal dorso, dallo scudiscio martoriato,
dal capo, da spine della vil corona violato
e, appresso che durante la via cadesti,
sotto della croce il grave peso,
da taluni reietto e disprezzato,
bensì, dai giusti, immensamente amato,
dai piedi e dalle mani, trapassati dai sacrileghi chiodi,
nonché dal costato,
su cui, non ancor paghi del male compiuto,
vigliacchi, Ti hanno altresì ferito.
Tu, Essere Celeste,
che di alcun male Ti sei macchiato,
all’inverso gli stolti carnefici hai perdonato,
che all’insano ordine hanno obbedito,
senza capir realtà di Colui che stavano uccidendo
e che a Dio l’innocente Suo Spirito rimetteva,
che fosse in ver chi d’esser predicava.
“IO SONO LA VIA, LA VERITA’ E LA VITA.
CHIUNQUE CREDERA’ IN ME NON MORIRA’ MAI”
Pronunziò, avanti la sua Ascesa,
Gesù, chiamato il Nazareno,
o il Cristo, dell’Onnipotente, l’Unto,
il Messia, il Salvatore…
Comunque sia… il nostro adorato Signore,
che, per nostro amor, ha donato la Sua vita.

Iris Vignola

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *