Le Forze straordinarie del cosmo

Ogni tanto ripenso agli anni addietro, alle mie battaglie, talvolta aspre, contro il fanatismo dei monoteismi. A suon di filosofia, ovviamente. E mi rinvengono i miei corsi sulle Forze straordinarie del cosmo, riaffiora in me la fede nella pluralità e in quel modo di pensare il mondi aperto a ogni possibilità.

Leggendo Credere al meraviglioso, di Christophe Ono-dit-Biot, ho avvertito la voglia di riprendere quei concetti, di approfondire l’esperienza plurale del divino, di rinvigorire le membra per riprendere il viaggio infinito tre l’ordinario (l’inapparente).

La religione non riveste più quel ruolo decisivo che aveva avuto in me almeno fino a cinque anni fa. Adesso mi sento più a-teo, nel senso vero del termine. Forse più libero.

L’autore del libro in questione è codirettore del settimanale francese Le Point. In occasione di un’intervista a Tom Wolfe, chiede: “Ma lei crede io Dio?”, “Credo piuttosto in Zeus” è stata la risposta dell’autore di Il falò delle vanità.

Di sé, Christophe afferma: “Il mio è un romanzo contro la mania di fare della religione la griglia di lettura di tutto. Ho voluto evocare il terrorismo e gli attentati in Francia senza essere troppo tenero con i monoteismi che si esprimono soprattutto sotto forma di proibizioni, quando invece il politeismo si fondava su una relazione molto più naturale tra uomuni e dèi, che condividevano del resto le piccole traversie degli uomini. Non tutto era ideale nella polis, ma almeno non si è mai assassinato in nome di un dio” (La Lettura, 10 giugno 2018, p. 7).

Confortante, direi.

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