Buongiorno, Barresi!

Buongiorno, Barresi!

È una ragazza timida e impacciata, Daniela. Di buona famiglia. Iscritta al secondo anno del corso di laurea in Lingue e letteratura straniera all’Università di Ferrara.

Quando varca la soglia di un bar, o è costretta a entrare in un ufficio pubblico, o in un supermercato e in ascensore, lei, educata e gentile, scandisce un sonoro: “Salve! salve a tutti voi!” – accompagnato da una specie di inchino che ricorda un contorsionista del Sol Levante.

L’altro giorno, per strada, in prossimità della Cattedrale di San Giorgio, incrocia lo scrittore Ercole Barresi, uomo distinto e garbato, che ama indossare una camiciola azzurrognola sbottonata fino al petto.

“Buongiorno, signor Barresi.”

“Buongiorno a lei.”

Poi, va a comprare Il Resto del Carlino da Sergio Tracchi e, dopo aver preso un ginseng e un occhio di bue al Leon D’Oro, s’incammina per Via Voltapaletto. All’incrocio di Via de’ Romei scorge di nuovo Barresi. Lo conosce, poiché va spesso a studiare in biblioteca e se lo ritrova là spaparanzato sui tomi di San Tommaso d’Aquino e Averroè. A volte si perdono in qualche chiacchiera del tipo “Come va?”, “Bella giornata, oggi”. Il più delle volte si limitano a scambiarsi convenevoli. D’altronde, Daniela, di origini rumene, ama conversare con tutti…

“Salve!”

“Buongiorno.”

Ancora un dietrofront: rammenta che deve ritirare un dvd alla Feltrinelli, e imbocca Corso Garibaldi. Entra in libreria: “Buondì”. “Salve.”

Si accomoda sulla poltrona, leggiucchia Camilleri, si stanca, paga con bancomat e… “Arrivederci”, “Arrivederla”… si dirige allegramente verso la fermata del bus.

Da lontano, scorge lo scrittore che avanza a passo spedito. Che faccio? Saluto ancora? O faccio finta di non vederlo? Alla fine, si decide a salutare, in ossequio alla sua natura: “Salve!”. E Barresi sorride e ricambia, chinando leggermente il capo in segno di estrema cortesia.

Guadagnata la fermata del bus, Daniela si appoggia lievemente a un palo.

Passano cinque-sei minuti e, neanche a dirlo, rispunta la sagoma di Barresi con una sportina colma di frutta biologica. E insorge il dubbio: Ora che faccio? Saluto? Faccio finta di non vederlo? Però, se faccio finta di non vederlo e lui se ne accorge, che figura ci faccio? Ma no, il saluto è dell’angelo; che male c’è a salutarsi ogni volta che ci si incontra? lo saluterò… di sicuro lo saluterò…

Nel frattempo, Barresi si avvicina; e Daniela, rapita dallo splendore del cielo mattutino, contempla per qualche istante i cirri e avverte un senso di gratitudine per la vita, con l’animo di chi si appresti a elargire amore e sempre amore.

Ma lo scrittore, stavolta, fila dritto, senza curarsi di lei.

La ragazza non fa in tempo a inchinarsi e a salutare. Giunge il bus. E sale a bordo.

“Buongiorno.”

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