Breve excursus nell’arte rinascimentale

Il Rinascimento è l’epoca plurale per eccellenza. Mai come allora l’uomo si è fatto protagonista di un rinnovamento su larga scala in tutti i campi. Da citare, anzitutto, l’invenzione dei caratteri tipografici a opera di Johannes Gutenberg, che consentì la multiplicatio librorum e innescò le premesse culturali per le rivoluzioni industriali e scientifiche. Vero che la stessa stampa a caratteri mobili è tecnologia, ma senza una diffusione capillare delle scoperte tutto sarebbe rimasto confinato in ambito regionale, con scarse ripercussioni sul piano dell’evoluzione socioeconomica. Avere più libri non significa necessariamente più lettori e più cultura, ma costituisce la condizione per un’espansione delle idee e di una maggiore libertà di pensiero; è andata proprio così: il Rinascimento europeo ha spalancato nuovi orizzonti e non è un caso che sin dagli inizi del Seicento, quando ormai ha già elargito i suoi frutti, si affermi un modello laico di studi universitari, una scienza della formazione, la pedagogia, e una presa di coscienza che culminerà presto nell’illuminismo, nel romanticismo e, a metà Ottocento, nel positivismo.

La stampa trasforma il mondo; soprattutto permette la divulgazione di nuove visioni nel quadro di un confronto serrato tra tradizione e progresso, con l’alternarsi di vittorie e sconfitte per l’una e per l’altro.

Né l’uomo, né il mondo, né lo spazio cosmico, né Dio sono entità impenetrabili e insondabili.

Come dimenticare il tratto geniale e irrequieto dello scalpello di Michelangelo Buonarroti… il David, la Pietà del Vaticano, la Cupola di San Pietro o il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina sono considerati traguardi insuperabili dell’ingegno creativo. Numerosi altri artisti, alle dipendenze dei Medici, producono capolavori eccezionali.

Filippo Brunelleschi (architetto), Leon Battista Alberti (architetto e letterato), Donatello (scultore), Masaccio (pittore), Paolo Uccello, Raffaello sono alcuni dei nomi di punta del Rinascimento italiano che contribuiscono a restituire un’immagine più profana ma anche più veritiera della realtà. Ma da menzionare è anche Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (sebbene si muova nell’epoca nota come il Barocco, raccoglie l’eredità degli artisti rinascimentali portandoli a compimento). Volgendo lo sguardo oltre le Alpi, si scorge anzitutto Albrecht Dürer, poi, tanto per citarne alcuni, Pieter Bruegel detto il Vecchio, Hieronymus Bosch, Hans Burgkmair.

E poi c’è quel mostro sacro che proveniva da Vinci, l’homo pluralis per antonomasia, che non si ferma dinanzi a nulla. In lui coesistono più anime, più inclinazioni, più discipline, in un caleidoscopio di idee e creatività.

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