Dispositivo dell’art. 122 Legge sulla protezione del diritto d’autore

Il contratto di edizione può essere ” per edizione ” o ” a termine “. Il contratto ” per edizione ” conferisce all’editore il diritto di eseguire una o più edizioni entro vent’anni dalla consegna del manoscritto completo. Nel contratto devono essere indicati il numero delle edizioni e il numero degli esemplari di ogni edizione. Possono tuttavia essere previste più ipotesi, sia nei riguardi del numero delle edizioni e del numero degli esemplari, sia nei riguardi del compenso relativo. Se mancano tali indicazioni si intende che il contratto ha per oggetto una sola edizione per il numero massimo di duemila esemplari. Il contratto di edizione ” a termine ” conferisce all’editore il diritto di eseguire quel numero di edizioni che stima necessario durante il termine, che non può eccedere venti anni, e per il numero minimo di esemplari per edizione, che deve essere indicato nel contratto, a pena di nullità del contratto medesimo. Tale termine di venti anni non si applica ai contratti di edizione riguardanti: enciclopedie, dizionari; schizzi, disegni, vignette, illustrazioni, fotografie e simili, ad uso industriale; lavori di cartografia; opere drammatico-musicali e sinfoniche. In entrambe le forme di contratto l’editore è libero di distribuire le edizioni nel numero di ristampe che stimi conveniente.

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Entrambi i giudici di merito hanno, poi, reputato che detto contratto fosse affetto di nullità in violazione dell’art. 122, comma 5, l.d.a. in quanto privo della indicazione del numero di esemplari per edizione ed hanno però ritenuto che esso fosse convertibile in quello di edizione per edizione.
L’affermazione circa la nullità risulta del tutto corretta avendo questa Corte già avuto occasione di precisare che la mancata indicazione, in un contratto di edizione “a termine”, del numero minimo di esemplari per ogni edizione, prescritta dalla L. 22 aprile 1941, n. 633, art. 122, comma 5, comporta la nullità dello stesso, la quale discende dalla mera omissione del menzionato elemento, ritenuto essenziale nella struttura del rapporto, senza che sia consentito alle parti alcuna deroga a tale precetto rigorosamente imposto dal legislatore sotto comminatoria di nullità del contratto. (Cass. 5317/83).
Ciò posto occorre ora vagliare se il negozio nullo in questione fosse convertibile o meno in un contratto di edizione per edizione. Il ricorrente incidentale deduce sotto tale profilo un duplice ordine di contestazioni: in primo luogo il contratto di edizione nullo non sarebbe suscettibile di conversione, in secondo luogo, comunque, non ricorrevano i requisiti per la conversione in contratto di edizione per edizione.

http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/3634.php

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