Vai a farti friggere

Migliaia di piccole case editrici si contendono autori in erba in cerca di gloria e si fanno la guerra tra loro. Vorrebbero emulare i grandi monopoli, e perciò si dichiarano non a pagamento, sperando che qualche pollo affidi loro il manoscritto per vederselo poi trasformato in ebook e pubblicato online.
Che crudeltà!
Piccoli editori free che non possono competere coi grandi (perché costoro hanno ingenti capitali a disposizione, non certo provenienti soltanto dalla vendita dei libri… e canali di distribuzione privilegiati) e allora si scagliano contro chi si fa pagare. Ma chi si fa pagare, almeno in linea di principio, potrebbe e dovrebbe offrire servizi editoriali seri e una pubblicazione di qualità.
Troppi editori a pagamento (comprese ovviamente le piattaforme online che offrono masturbazioni on-demand) sono invece corresponsabili dell’appiattimento verso il basso della cultura.
E non c’è da stupirsi se i prestigiosi premi nazionali, come per esempio lo Strega, non prendano minimamente in considerazione i libri dei piccoli editori. È naturale: partono dal presupposto che son delle ciofeche. Come dargli torto? Pubblicando chiunque, senza apportare effettivi miglioramenti ai testi, anzi peggiorandone il risultato con delle insulse edizioni a stampa digitale (alcune presentano i numeri di pagina nell’indice, che significa non avere neppure idonei software d’impaginazione) e con copertine da fame, e soprattutto senza alcuna distribuzione e con una blanda e insignificante post-produzione, hanno creato le condizioni del disinteresse e del gap sempre più vistoso tra grandi e piccoli. Questi ultimi credono di salvare la baracca dichiarandosi free, dicendo che fanno scouting, ma in realtà non fanno una mazza. E gli autori, inguaribili romantici, non lo capiscono; si avvalgono di loro con sciatteria, richiamati dal canto del muezzin Ahmed Gratis, anche perché convinti, ed è questa la cosa più assurda, di aver prodotto un capolavoro per cui non vogliono a prescindere che si mettano le mani sul gioiello!
Dilagano inoltre pratiche assolutamente da evitare, come il crowdfunding, che richiede agli autori di sgobbare per raggiungere un tot numero di prenotazioni, trasferendo così, nel caso vadano a porto, un bel gruzzolo di quattrini nelle casse editoriali. Nel caso non si raggiunga il limite, tutto finisce con una stretta di mano. Ma, tornando a casa, il totano dovrà pur accorgersi, al chiar di luna, del guaio in cui si è venuto a cacciare: ha dichiarato ai quattro venti che il suo potenziale è quello… e benché sia sempre possibile in ogni esperienza trovare un lato positivo, è anche vero che lo ha preso banalmente in culo. Chi vuoi che se lo frigga, adesso?

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