Il delirio dell’Anima e il dualismo del bene e del male

(Recensione a cura di Stefania Intelisano)

Un uomo, in compagnia della sua stessa solitudine, è colto da malinconia e volendola cacciare cerca di trovare conforto con qualcosa da bere, della birra fresca.

È sera e la nottata sembra piuttosto lunga. Improvvisamente, dopo averla evocata, appare davanti a sé la sua anima e l’uomo, desideroso di fare di lei la sua preziosa compagna, le offre del vino fresco. L’anima assapora il vino, ma è desiderosa di andare via, di trovarsi in libertà e così tenta di allontanarsi da lui, l’uomo la ferma in tempo perché sta rischiando di grosso, si profila davanti i suoi occhi la scena del suo decesso. Improvvisamente è giorno e l’uomo si rivede immerso nella rassicurante quotidianità.

La sera successiva, rimasto impressionato, ma sempre in preda alla malinconia, decide di dividere la sua solitudine con qualcun altro e invoca il male, e così come è accaduto con l’anima che albergava in lui nel petto, nel fuoriuscire con una certa sofferenza fisica, questa volta dalle viscere vomita il diavolo in persona.  Non è una figura infernale, è un uomo elegante, ha atteggiamento allegro e come l’anima è desideroso di evadere. L’uomo spaventato lo lega a sé con una fune e il diavolo tentatore gli promette una notte di divertimento purché ritorni dentro il suo corpo. Si profilano scene di caos e di morte create per l’intervento del diavolo, l’uomo pentitosi fa rientrare il demone dentro di sé. Come è accaduto la sera prima, si ritrova la mattina immerso nella quotidianità.

Il dualismo bene/ male, rappresentato dall’anima e dal demone, riflette la natura dell’uomo attratto e allo stesso tempo impaurito da queste due entità coesistenti. Al racconto fantastico fa da sfondo la drammatica realtà dell’occupazione israeliana. La malinconia del personaggio si rispecchia in questa triste realtà.

La religione è messa in ridicolo dalle dichiarazioni sprezzanti del diavolo che vede Dio come fautore della guerra e che non fa nulla per eliminare il male nell’uomo. Il messaggio è chiaro, il demone è la corruzione e il male presenti. Per porre fine a questi due personaggi angoscianti l’autore mette in scena l’espediente di far tramutare i due personaggi tanto temuti dal protagonista in due polpette per farli divorare avidamente.

Di seguito, alla chiusura del racconto un esempio di poesia che parla di amore libero e incondizionato alleggerisce il tono.

Infine, un altro racconto fantastico ha per tema la pazzia. Uno scrittore sta pensando cosa scrivere e gli viene in mente una storia che ha per protagonisti uomini sani di mente internati ingiustamente per motivi di interesse personale. Qui la pazzia è anche essa metafora di una malinconica realtà che riguarda sempre la storia palestinese.

Entrambi i racconti rivelano lo sfondo realistico sebbene mascherato dalla fantasia.

L’autore, con un linguaggio semplice, a tratti poetico cerca di alleggerire il peso di una realtà che non va dimenticata e accompagna il lettore a una lettura breve ma intensa ed emotivamente coinvolgente.

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