Pluripremiata e bellissima: intervista a Mariarosaria Ruotolo

(A CURA DI MARINA VICARIO)

Mariarosaria Ruotolo è un fiore all’occhiello della nostra Casa Editrice. Ha solo  19 anni e questa ragazza dal viso pulito e gli occhi brillanti di energia creativa è già stata in grado di distinguersi dalla massa diventando protagonista in diverse occasioni.

La “prendo a braccetto” e scopro subito che il suo motore principale è la determinazione.

Mariarosaria è consapevole di cosa vuole dare al mondo ed è quello che lei chiama “contributo concreto” non lasciandosi scoraggiare dalla mediocrità, ma impegnandosi a coinvolgere sempre più persone nel suo lavoro quotidiano di denuncia sociale. Nota di merito va per la sua volontà di devolvere l’intero ricavato dalla vendita di “Pathos” alla Associazione Libera da sempre impegnata contro le mafie.

Consiglio di leggere la biografia che ho inserito alla fine della nostra chiacchierata perché la nostra meravigliosa poetessa è tutto un mondo da scoprire.

Vi lascio alla lettura dell’intervista e avrete modo di avvertire tutto il coraggio e lo splendore dell’autrice di “Pathos”.

Cosa ti ha spinto a scegliere Pluriversum per pubblicare il tuo meraviglioso libro di poesie “Pathos”?

Pluriversum Edizioni è una grande famiglia che mi ha accolta con affetto e stima e che ha tirato fuori sempre il meglio di me spronandomi e incoraggiandomi ogni qualvolta ne avessi avuto bisogno.

Quando hai cominciato a scrivere?

Scrivo da quando ero bambina, soprattutto le poesie. Poi, con il tempo, quella che era una saltuaria abitudine è divenuta una impellente necessità, un’esigenza. Scrivo per sentirmi vicina agli altri e per arrivare ad emozionarli.

Come ci si sente ad essere un’autrice già pluripremiata a 19 anni?

È un’emozione ogni volta. Ho vinto il mio primo premio che ero appena quattordicenne, mi classificai prima su 300 poesie in un concorso indetto dalla Provincia di Caserta per i licei della zona, il premio era dedicato a Franco Imposimato vittima innocente della camorra. Poi ne sono arrivati tanti altri, ogni premio ha un suo ricordo speciale e ognuno è importante, forse uno dei più emozionanti è stato quello conferitomi dall’Università degli Studi della Campania per un tema storico sui “Trattati di Roma” poco più di un anno fa, alla vigilia della maturità. Mi ha emozionata perché un polo culturale così importante aveva scelto di premiare me su migliaia di candidati, un’emozione che non dimenticherò facilmente.

A chi è rivolto il suo libro “Pathos” edito da Pluriversum Eidizioni?

Pathos, che esprime tutto l’universo interiore di una diciottenne. È un libro indicato per tutti coloro che sanno emozionarsi e riscoprirsi bambini davanti al valore e alla forza devastante dei sentimenti. A breve sarà disponibile anche la versione e-book, oltre a quella cartacea che è ordinabile in tutte le librerie e disponibile sul sito della Pluriversum Edizioni.

Come si  manifesta la tua ispirazione e dove trovi gli argomenti che ti portano a scrivere?

L’ispirazione può venire da qualunque circostanza che catturi, anche per un solo istante, la mia attenzione. Poi, a volte, nei casi di poesia di denuncia sociale o di eventi che riguardano la mia vita non occorre alcuna ispirazione.

 Dove ti viene più spontaneo scrivere i tuoi pensieri e opere?

Le prime poesie sono scritte tutte a mano, sul classico foglio in bianco. Adesso, visto che sono quasi tutta la giornata fuori casa uso il cellulare che è più veloce e sempre a portata di mano. Ma quando ho tempo mi piace trascriverle a mano su una cartella grande che ho in camera, piena di poesie e testi.

Quali sono gli scrittori che ami di più?

Adoro letteralmente Foscolo per come tratta l’immortalità del verso poetico e le vie di liberazione dalla morte, Leopardi per la valorizzazione della vita presente nella descrizione della Ginestra che non si piega sotto il peso della lava e, infine, d’Annunzio del quale adoro “La pioggia nel pineto” che esplica la fusione panica dei due amanti.

Qual è l’episodio che ti ha emozionato di più nella tua carriera di scrittrice?

Tutto ciò che scrivo provoca in me una grande emozione (da qui la scelta del titolo “PATHOS” che indica proprio una forte emozione). Chiaramente ci sono alcuni episodi che sono più emozionanti perchè mi toccano in prima persona.

Raccontacene uno…

“Risorgi…” è una delle mie ultime poesie. Narra una visione che ho avuto mentre ero al mare, un sogno a occhi aperti che mi ha riportato per un secondo una persona cara che non c’è più. Credo di non essermi mai emozionata così tanto in vita mia.

Secondo te cosa cattura immediatamente le persone che ti ascoltano e ti leggono? Il tuo carisma è certo. Hai mai pensato cosa potesse essere quel quid in più che le persone hanno visto in te?

Mi sono chiesta più volte quale fosse quel quid in più che la gente notava. Spesso mi è stato detto “la luce brillante che hai negli occhi è la tua forza”, altre volte mi hanno detto che la mia giovane età lascia sperare in una “cultura nuova e pulita”. Sono tanti anni che mi inserisco con passione nell’ambito artistico, ho iniziato con quello musicale quando ero solo una bambina (è per questo che sono così spigliata), poi quello poetico, giornalistico e solo ora mi sto cimentando con quello teatrale. Ho avuto sempre molta fortuna e, forse, ad oggi posso dirti che il mio “quid” in più è la serietà e la professionalità con cui mi cimento in ogni cosa. Abbraccio ogni novità a pieni polmoni e cerco di dare sempre il meglio. Le persone, anche adulte e con molta più esperienza di me, si fidano e si affidano a me. Ritengo che ogni esperienza sia formativa e importante, per questo non me ne lascio scappare una, anche se la mia vita è sempre super impegnata e tanto stancante la preferisco ad una vita monotona e incolore. Che tipo di film ti piacciono

Che tipo di film ti piacciono?                                                                                                                        

Ai film preferisco sempre i capolavori teatrali, sono più spontanei e ritengo emerga molto di più la bravura dell’attore. In ogni caso mi piacciono i film “tosti” che riguardano storie vere, temi di denuncia sociale e film storici.

Hai mai pensato di scrivere romanzi e sceneggiature?

Sì, sto lavorando ad un romanzo tratto da una storia vera e non mi dispiacerebbe scrivere una commedia teatrale comica. Ho tante idee abbozzate, altre sono nella mia mente in forma embrionale. Quello che mi consola è che ho una vita davanti per pensare a tutto.

Sei un’autrice che crede nel cambiamento. Qual è la tua opinione sul destino?

Credo molto nel destino.

Ritengo che ogni cosa accada perché era destino che accadesse, soprattutto in merito alle persone che conosciamo, con cui stringiamo amicizia e condividiamo emozioni, anche se i latini dicevano “Homo faber fortunae suae”, ritengo che in ambito professionale sia l’uomo a dover attingere dalle carte offerte dal destino e giocare al meglio la propria partita, senza dimenticare che… la fortuna aiuta gli audaci!


Chi ti segue ha ormai appreso che il valore a cui non rinunceresti mai è la tua famiglia. Che bambina era Mariarosaria e quali valori ha raccolto come ispirazione dal suo contesto famigliare?

Ero una bambina tranquilla e affabile. Sempre molto legata alla musica, alla culturali. Sono nata in un ambiente ricco di valori quali umiltà, rispetto e forte senso di responsabilità. Poi con il tempo sono diventata più ribelle e vulcanica. Mi sono rafforzata ma dentro di me c’è sempre stata una personalità sui generis.

Sono legatissima alla mia famiglia a cui devo praticamente tutto. Se sono così è solo merito loro.

Stiamo volgendo al termine di questa bella chiacchierata, vuoi raccontare ai lettori quali sono i tuoi progetti futuri?

I progetti per il futuro sono davvero tanti e in molteplici ambiti. La mia cultura partenopea mi porta ad essere scaramantica, ma sicuramente sono aperta a tante nuove esperienze e ad ampliare i miei orizzonti professionali e personali.

 

Lascio Mariarosaria con la proposta di lavorare ad un progetto insieme ovvero scrivere la sua prima sceneggiatura per la mia neonata compagnia teatrale “Personaggi in cerca d’autore” che accoglie solo sceneggiatori debuttanti. Sarà una palestra su cui allenarsi, se lei vorrà, perché l’autrice di “Pathos” non è solo una poetessa, ma una giovane donna di alti valori morali e sociali che non può limitarsi ad una sola scelta nella vita.

Sentiremo tanto parlare di lei.

 

BIOGRAFIA

Mariarosaria Ruotolo, 19 anni, studentessa di giurisprudenza, scrittrice e poetessa pluripremiata in importanti concorsi nazionali ed internazionali. Mariarosaria è una ragazza vulcanica e tenace, punta di diamante dell’Associazione Libera – nomi e numeri contro le mafie a cui devolve il ricavato della vendita del suo primo libro Pathos, pubblicato quando aveva solo 18 anni. È definita “Una voce giovane per i giovani”. Ha presentato “Pathos” al Salone Internazionale del libro di Torino e nelle scuole e nei licei della provincia di Caserta e di Napoli riscuotendo ampia ammirazione. Poi lo ha presentato a Ferrara e a Firenze. È stata premiata due volte nel salotto culturale più antico e famoso di Napoli, il Salotto di Tina Piccolo, per gli altissimi meriti artistici e culturali. Ha moderato decine e decine di incontri, presentato svariati convegni, ideatrice e conduttrice di varie manifestazioni locali, scrive su due giornali cartacei casertani e tanti quotidiani online si interessano ai suoi successi e traguardi. Tanti sogni nel cassetto, immensa voglia di superarsi costantemente e sempre dalla parte dei più deboli. Sogna di portare i suoi valori oltreoceano sradicando i costumi scorretti che dilagano nella sua amata terra. Dare un contributo concreto al mondo è, a suo avviso, la cosa più importante. Con la consapevolezza che il cambiamento si affronti con la forza dei mulini a vento non si lascia scoraggiare dalla mediocrità ma ricerca quotidianamente l’infinito.

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