Franca Fichfach: l’orsa triestina, solare e poetica

(Intervista a cura di MARINA VICARIO)

Nella città che diede i natali ad Italo Svevo, abita una signora che lavora sodo ogni santo giorno, che riesce a trovare anche il tempo di scrivere fiabe e poesie. Una mamma e una moglie che porta a casa il pane con il sudore della fronte, con il coraggio di sfidare ogni ostacolo.

Lei è Franca Fichfach, una triestina tutta di un pezzo, ma dal cuore grande.

Al telefono ha una voce corposa e rassicurante. Il suo accento mi ricorda la bora che lei menziona spess. Mi colpisce la sua risata che definirei allegra e verace capace di trasmettere tutto il suo entusiasmo.

Non è stato semplice mettere insieme questa intervista. Non erano abbastanza le parole che mi venivano per mettere giù il botta e risposta, denso di contenuti, che c’è stato tra noi.

Una intervista assai particolare e a tratti mistica.

Lascio a voi l’emozione di conoscere questa formidabile donna che vive  LE EMOZIONI DI UN’ORSA.

Come sei venuta a conoscenza della Casa Editrice Pluriversum e perché hai deciso di pubblicare con questa etichetta?

Ho scritto tante poesie e le ho messe insieme. Un giorno Marino Monti mi ha proposto di farne un libro. Nello stesso tempo mi contattò un’altra casa editrice ma rifiutai perché non mi convinceva forse perché ero stata delusa da una proposta, assai esosa, da parte di un altro editore e avevo lasciato stare.

Quando ricevetti la proposta di Marino Monti “a pelle” sentii che avevo trovato la persona giusta. Fu lui che mi aiutò nell’editing del libro che, con mia soddisfazione, andò in stampa.

Ci tengo a dire che ho scelto Pluriversum perché, sentendo pareri di altri autori, ho capito che parlavano di persone serie e pronte a seguirti. Io stessa ad oggi posso affermare che sono stata seguita e molto incoraggiata, mentre le altre piccole case editrici non ti seguono affatto, pensano solo a venderti le copie.

Hai altri progetti da proporre alla Pluriversum?

Certo, il coraggio di proporre ancora qualcosa da pubblicare mi è venuto dopo aver conosciuto le colonne portanti di Pluriversum. Due uomini straordinari che sono venuti a conoscermi a Trieste alla presentazione del libro. Uno è il direttore Marino Monti che, oltre ad essere una persona molto alla mano, trasmette una carica vitale briosa e positiva. L’altro è l’editor Antonio Di Bartolomeo sempre gentile e preparato che mi ha messo subito a mio agio.

Proprio a Trieste ho parlato loro di un progetto a cui tenevo tantissimo e l’idea è piaciuta molto così Marino e Antonio mi hanno spronata a realizzarlo al più presto.

Parlaci di questo nuovo progetto.

Ho preparato insieme ad altre poetesse e scrittrici una serie di favole dedicate agli animali. Si intitolerà “E adesso parlo io”. Abbiamo immaginato che gli animali potessero parlare in prima persona e che chiedessero definitivamente il diritto di raccontare la propria storia. Ci saranno anche delle illustrazioni che proporremo e se andrà tutto bene vorremmo che fosse pubblicato per Natale dato che ho già delle copie prenotate.

Quando nasce Franca Fichfach come scrittrice?

Scrivo da sempre, ma con vera intenzione di scrivere ho iniziato nel 2013. A causa di un complicato intervento, sono dovuta stare a casa per più di un anno e mezzo. Durante questa lunga convalescenza ho iniziato a mettere insieme quello che avevo scritto nel tempo, poi ho cominciato a scrivere a ciclo continuo. In un mese addirittura ne scrissi una trentina di quelli che io chiamo “pensieri”, ma poi mi hanno detto che stavo scrivendo poesie e ho iniziato a crederci.

Mi aspettavo di comporre in dialetto triestino, dato che da queste parti si parla ancora molto, ma stranamente mi sono venute fuori tutte in italiano. Niente è valso a tradurle in dialetto perché non esprimevano al meglio ciò che provavo. Trovo il triestino adatto a qualcosa di più scherzoso anche se ci sono persone che sono riuscite a scrivere di argomenti che definirei seri. Non è il mio caso però.

Quali sono le emozioni di un’orsa? Perché questo titolo così particolare e la copertina analoga?

Quando Marino mi chiese come mai avessi scelto questo titolo non sapevo nemmeno io come spiegarlo per quanto fosse particolare. Il termine orsa è uscito sul lavoro anni fa, in un inverno con la bora e la neve, come è tipico a Trieste. Lavoro in una azienda che fa preparazioni per mense e quando tornavano i furgoni con i vuoti bisognava controllare cassa per cassa ciò che rientrava ed eventualmente anche lavarle. Quella mansione la svolgevo all’esterno e, benché fossi riparata da una tettoia, non mettevo il giubbotto perché avrei perso troppo tempo. Fortunatamente non soffrendo il freddo, lavoravo in grembiule e maniche corte. Le mie colleghe uscendo e andando via, tutte coperte fino ai denti, mi dicevano scherzosamente: “SEI PEGGIO DEGLI ORSI POLARI” e io rispondevo alla battuta: “No vi sbagliate! IO SONO UNA VERA ORSA POLARE”.

Il titolo è quindi arrivato spontaneamente, scegliendo proprio la foto di un’orsa e non poteva essere che “LE EMOZIONI DI UN’ORSA”.

Come viene l’ispirazione?

Prendo il mio bel quaderno e rivolgo un pensiero a colui che chiamo angelo guida, dato che mi sono successe molte cose particolari nella mia vita. Sono cattolica, ma avevo una fede piuttosto dogmatica, ora invece è diverso: io chiedo e mi arrivano poesie che sono le spiegazioni alle mie domande e spesso sono alla seconda persona plurale come se si rivolgessero ad un “voi” globale e mi rendo conto che non sia facile da capire.

Che tipo di scrittrice è Franca Fichfach?

Beh, quello che mi è stato detto da molti è che sono una scrittrice empatica, pare che io riesca a capire intimamente le persone.

Portaci un esempio.

Posso citare quella volta che ho dedicato implicitamente una poesia ad una collega piuttosto riservata e lei stessa si accorse che era stata rivolta a lei. Ci siamo ritrovate a commuoverci insieme. Quella poesia mi era venuta in mente proprio al lavoro e poi una volta a casa la scrissi subito di getto. Questo è uno dei tanti esempi, ma molte volte mi trovo così in sintonia con le persone addirittura da anticiparne i pensieri. Questo mi piace molto perché entrare in un feeling speciale con gli altri esseri umani mi fa sentire parte integrante di questo mondo.

C’è una tua opera che ti identifica di più?

Sì, quella che ho scritto pensando a mia madre che ho perso a soli 9 anni ed è “Ricordi di un tempo” a pagina 25 del libro, perché mia madre è nata in un paesino dell’Istria. Ho messo giù i ricordi dei profumi del pane appena sfornato e del pranzo cucinato sulla stufa a legna. Mi è sovvenuta la figura dell’asinello che veniva preparato per andare a prendere l’acqua dato che ancora in casa non c’era. Ho raccontato di quei sapori e ricordi per ritornare indietro nel tempo.

Un’altra poesia a cui sono legata è “Malinconia”, quella che arriva la sera. Descrivo come ci si può sentire in un momento pieno di tristezza con una mancanza di un nonsoché che ti porta ad analizzare cosa è che ti sta struggendo nel cuore.

“Emozioni di un’orsa” è tanti pezzetti di me e spero a chi lo aprirà per leggerlo ritrovi un po’ sé stesso.

Cosa vuol dire per te scrivere?

A vote è un modo di dare sfogo a dei pensieri che mi tormentano altre volte invece sono emozioni positive o pensieri liberi ispirati da altre persone o parole.

Scrivere è un modo di esternare ciò che spesso tieni per te e poi arriva quell’occasione in cui le esterni per toccare le corde di quelle persone che non riescono a dare sfogo alle emozioni.

Una ragazza mi ha chiesto come faccio a scrivere queste poesie in cui si identificava. Io le ho risposto che butto giù pensieri a caso, tutti quelli che mi vengono in mente poi li metto insieme. Le ho consigliato di fare lo stesso per provare a liberare anche le sue di emozioni, soprattutto quelle più imprigionate nel “tran tran” della vita quotidiana.

Scrivere per me vuol dire fermarsi e confrontarsi è ormai diventata una necessità per crescere ancora, perché nella vita non si smette mai di imparare e di evolvere.

 

Concludiamo la telefonata con una allegria che mi ha lasciato un senso di positività particolare e speciale.

Franca Fichfach è davvero una donna dalla spiccata empatia verso il mondo intero. Il suo libro “EMOZIONI DI UN’ORSA” dimostrerà la realtà di questa sua dote a tal punto che in alcune poesie ritroverete voi stessi.

Marina Vicario

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