L’ultima trovata degli autori in erba

Noi della Pluriversum Edizioni cerchiamo di prestare sempre molta attenzione ai testi: dall’editing alla grafica, dall’impaginazione alla correzione delle bozze. Ci vogliono diverse settimane di lavoro. Un impegno non indifferente. Inoltre, cerchiamo di supportare gli autori con informazioni chiarificatrici e consulenze varie. Poi, assicuriamo una buona distribuzione dei libri. E proviamo a organizzare, nei limiti del possibile, eventi e presentazioni. Più di questo?

Crediamo nella collaborazione degli autori, senza la quale non avrebbe possibilità di riuscita alcun progetto.

L’editoria è un mondo complicato, ove darsi da fare, senza mai adagiarsi sugli allori, è l’imperativo categorico.
Occorre determinazione più che passione; qualche volta persino sgomitare per farsi largo. Ma farsi largo a discapito degli altri non è leale. Gareggiare è una cosa bellissima; compiere inganni e raggiri non è compatibile con un modus di agire plurale. E morale.

Viviamo quotidianamente al cospetto di mezzucci e stratagemmi per razzolare istanti di gloria.
Vi descrivo l’ultima trovata degli autori in erba.
Chi riesce a ottenere un contratto editoriale senza sborsare un euro, può facilmente approfittarne. Non gli è costato nulla pubblicare, ed è in grado di sottrarsi alle responsabilità a ogni cambio di umore. E basta un niente, una luna storta, un litigio con la propria madre, la consapevolezza di aver nutrito un sogno di troppo, per gettarsi sulla scialuppa fregandosene di chi è rimasto a bordo.
Alcuni hanno la faccia tosta di chiedere la scissione del contratto dopo due giorni dall’uscita del libro, non consentendo alla casa editrice di mettere in atto azioni di promozione. Arrecano un grosso danno, ma non se ne rendono conto, questi esseri immondi!
Eppure, perché lo fanno?
Ovvio che la richiesta di scissione contrattuale è sempre accettata dalla casa editrice. Non c’è neppure bisogno di adire le vie legali per ottenerla. Se l’autore si defila è impossibile riuscire a vendere i libri. Meglio accordargli la meschina richiesta. Se non vuole continuare, meglio lasciarlo andare. Si potrebbe pensare di portare i libri ogni volta vi sia una presentazione, ma a che pro? Con quale spirito? D’altronde, nessuno comprerebbe spontaneamente un libro anonimo di un fantasma.

Dunque, perché abbiamo pubblicato autori traditori?
Semplice, perché ci siamo sbagliati. E sbagliare è umano. Abbiamo creduto in quella persona… investito tempo e denaro, con l’auspicio che tutto si sarebbe svolto armoniosamente.
Invece, la beffa è dietro l’angolo. E ci si ritrova con un pugno di mosche in mano.
Ho la sensazione, però, che alcuni giochino sporco. Il testo che viene pubblicato loro non è il medesimo testo a suo tempo inviato. Il testo ha subito molte migliorie. Ed è improbabile che l’autore non lo sfrutti, per eventuali nuove velleità editoriali. Foss’anche ricorrendo al self-publishing, è adesso un gran bel vantaggio avere un testo già editato.
Sapete quanto costa un editing? Può costare anche 10 euro a cartella. Anche le piattaforme on-demand si fanno pagare l’editing… e, perciò, evitarlo conviene sempre.
Ecco perché non pochi autori in erba cercano il free!
Inoltre, i malfattori sanno che una casa editrice free deve lavorare molto sulla promozione, già in fase di lancio del prodotto. Ed è un altro elemento di appetibilità… perché l’autore potrà approfittare anche di questo… di un sia pur minimo livello di notorietà acquisito grazie al lavoro altrui…
Insomma, welcome America… e chiedono la scissione contrattuale per aver raggiunto lo scopo e poter fare i propri porci comodi altrove.
Inutile, come detto, far valere il contratto. Se l’autore non c’è, non c’è pezza!

Purtroppo, qualche nostro contratto di vecchia data non presenta l’indicazione della tiratura in prima edizione – requisito essenziale di validità – ma c’è da dire che non sarebbe possibile comunque impugnarlo per mancato oggetto. Sarebbe facilissimo dimostrare che l’oggetto c’è, eccome; basterebbe esibire l’ordine girato al tipografo… e automaticamente il contratto diverrebbe valido. Però, meglio prevedere sempre questo requisito, in modo che l’autore non abbia nessun cavillo a suo favore.
Rimane il fatto che un autore defilato rompe un patto. Non semplicemente un contratto.

E pazienza!
Continueremo a percorrere la via dell’editoria non a pagamento. Il rischio è sempre molto alto, come ho cercato di spiegarvi in questo mesto post. Ma pubblicare dietro contributo significa snaturare la cultura e pubblicare chi ha i soldi in banca, non chi merita veramente.
Anche se, senza soldi, diciamolo senza timore e tremore, non si cantano messe.

Io la penso così.
Gli autori traditori mi fanno schifo.

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