Intervista Mariangela Ottonello: La poetessa che danza con il vento

(a cura di Vicario Marina)

Mariangela Ottonello è una donna che vive la poesia come parte integrante della propria esistenza.
La sua delicatezza e la sua passionalità sono racchiuse nelle sue parole più vere, che danzano in liriche che sanno accarezzare la sensualità dell’anima.

La natura, l’amore e la consapevolezza di essere una donna che si appropria del proprio corpo e della legittima esigenza di amare, sono argomenti che permeano la silloge “Un breve preludio di Eternità”.

L’intervista vi renderà modo di scoprire molte sfaccettature della donna e della poetessa che completano l’autrice Mariangela Ottonello.

Buona lettura.

Come hai conosciuto Pluriversum Edzioni e come hai capito che era la casa editrice giusta?

Ho conosciuto la Pluriversum Edizioni per mezzo di Rosamaria Alagna, che mi aveva invitata a fare parte del suo gruppo “Inchiostro dell’anima“. Lei mi ha proposto di inviare le mie poesie all’editor Antonio Di Bartolomeo, per essere visionate. Ottenuta l’approvazione, ho pubblicato la mia prima silloge, la cui prefazione è stata redatta proprio dalla curatrice Rosamaria Alagna.

Ho deciso di pubblicare con questa casa editrice perché ho avuto subito stima delle persone che la gestiscono. Sono stata seguita accuratamente nell’editing dall’inizio fino alla pubblicazione del libro.

Come è entrata la poesia nella tua vita?

La poesia fa parte di me come una dote naturale e spontanea. Scrivo da quando non avevo ancora compiuto 11 anni. Ero una bambina dal carattere riservato. Un giorno d’autunno, di ritorno da una gita in campagna con i compagni di scuola, ho sentito dolore ad una gamba, iniziando a zoppicare. Si trattava di una cisti ossea al femore. Sono stata operata per rimuoverla e mi hanno ingessato la gamba. Così ho dovuto rimanere a letto per due mesi. È stato allora che ho sentito l’impulso di scrivere poesie. I primi temi che ho affrontato sono stati “La notte di Natale”, “Alla stellina” e “Al mio fratellino”.

Da dove ti arriva principalmente l’ispirazione?

Trovo ispirazione nell’osservare ciò che mi circonda. Ogni elemento della natura o aspetto della vita genera in me delle riflessioni. I miei versi possono nascere anche dopo l’ascolto di una canzone o la visione di una foto, di un dipinto.

Il titolo “Un breve preludio d’eternità”, si riferisce alla vita, che considero una piccola porzione di tempo, se paragonata all’eternità. Sono credente e spero che un giorno andrò in Paradiso, dove riceverò risposte ai miei dubbi, perché  mi verranno svelati i disegni divini che hanno determinato il mio destino su questa terra.

A chi sono destinate le tue poesie?

Le mie poesie sono destinate alla lettura di un vasto pubblico, perché sono state scritte in uno stile comprensibile a tutti e trattano argomenti di interesse comune. Ritengo che la poesia non debba essere un genere letterario di nicchia, solo per estimatori, ma possa invece avvicinarsi al sentire della gente, offrendo emozioni e spunti di riflessione.

C’è qualcuno o qualcosa che ti ha ispirato particolarmente?

L’ispirazione nasce dalla contemplazione. La natura, l’amore, le persone, le vicende che accadono: tutto ha un significato non solo oggettivo, ma anche nascosto, intimo. Mi colpisce in particolare la sofferenza degli altri, nella quale cerco di immedesimarmi.

Amo la vita, ma non ho paura di affrontare il tema della morte. Perché temerla? Non è la fine, ma un nuovo inizio.

Chi era Mariangela bambina che tipo di cultura respirava?

Ho vissuto un’infanzia serena. Ero una bambina timida, ubbidiente e studiosa. Mi divertivo con i giochi semplici di una volta, che stimolavano la fantasia. Ricordo che i libri di scuola mi affascinavano. Leggevo volentieri e in particolare amavo le poesie di Giovanni Pascoli e Giacomo Leopardi.

C’è qualcosa che proprio vorresti scrivere e che non hai il coraggio di fare?

Mi piacerebbe cimentarmi nel comporre testi di canzoni. Amo cantare e diverse volte mi è capitato di inventare parole e musica contemporaneamente. Mi diverto tanto!

Hai mai pensato di scrivere un romanzo?

Sto scrivendo un romanzo, che è giunto ormai alla fase conclusiva. È ambientato in Toscana. Narra la storia di una donna che lascia la sua città natale per andare a vivere in un bellissimo casale in collina. Le vicende sono raccontate in prima persona, come un diario. Ci sono momenti descrittivi, intimistici, sentimentali, avventurosi, di suspense e drammatici. Ho cercato di rendere viva la narrazione ed ora attendo la “folgorazione” per il colpo di scena finale.

Ci sono progetti futuri in programma?

Continuerò a scrivere, non posso farne a meno. Ho tantissimo materiale inedito, che non escludo un giorno di pubblicare. Prossimamente ho in programma di aderire a un progetto di valorizzazione della valle in cui vivo. Si tratta di un video in cui verranno inseriti spazi culturali.

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La poetessa Mariangela Ottonello non solo ama scrivere meravigliose poesie estremamente passionali, ma è anche capace di  fare riferimenti a fatti attuali, come la violenza sulla donna o la solitidune che travolge gli anziani.

Sa anche essere delicata, leggera e fantasiosa perché sa raccontare di cavalieri e principesse. Non si tira indietro se c’è da proporre qualcosa di divertente  come la filastrocca dove l’ho immaginata volteggiare con il vento; l’ho adorata dalla prima volta che l’ho letta e desidero lasciarvela qui, alla fine dell’intervista, per assaporare un po’ di gioia innocente, che esprime quanto l’autrice possegga uno straordinario talento creativo.

UN VALZER COL VENTO

Non voglio cedere al lento

corteggiamento del vento.

Lui mi scompiglia i capelli

con le sue dita ribelli.

Mi gira attorno suadente

con la sua danza avvolgente.

Ma io cammino sicura

con la mia fiera andatura.

Lui mi schiaffeggia la faccia,

mi vuole tra le sue braccia.

E allora, senza un lamento,

intreccio un valzer col vento.

Lascio le braccia volare,

la gonna veleggiare.

Il mio etereo cavaliere

di piantar lì non ne vuol sapere.

Per stringermi più da vicino

si inventa persino un inchino.

Io sbuffo per quanto mi arruffa,

la cosa si fa alquanto buffa.

Ballare un valzer col vento

è proprio un vero tormento.

Così gli ho dedicato una poesia

e lui, contento, se ne è andato via.

 

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