Il diabete e un “Un cuore con la coda”

a cura di Marina Vicario – A braccetto con l’autore – www.pluriversumedizioni.it

Ci son persone di valore, ci sono persone che fanno i fatti e portano innovazione. Uno di questi è l’autore di “Un cuore con la coda”: Roberto Zampieri che affronta il tema del diabete in tutte le sue sfaccettature, affiancando un “aiutante” molto speciale e vi farà conoscere un progetto di valore.

Parlare e scrivere di diabete è di fondamentale importanza.
Roberto mi spiega che, oltre a “Un cuore con la coda”, in Italia non esiste altra pubblicazione che si occupa in pieno dell’argomento e, se si escludono un paio di piccoli manualetti, a livello mondiale non troviamo niente.
Oltre ad essere anche una lettura piacevole, porta finalmente, ad ognuno di noi, la conoscenza di una patologia, che viene ritenuta di tipo B, invece gode del triste primato di aumento, della percentuale dei casi, ogni anno.

Si parlerà di diabete e di cani. Vi starete chiedendo che correlazione c’è tra loro: semplice, l’amico a quattro zampe allerterà il soccorso in caso il diabetico si sentisse male, grazie anche ad un tappetino telefonante. Come ciò avviene è scritto all’interno dell’intervista che fornisce informazioni ad ampio raggio.

Per acquistare il libro on line: http://www.pluriversumedizioni.it/prodotto/un-cuore-con-la-coda/
Il ricavato dalla vendita del libro andrà a costituire il fondo per l’istruzione dei cani da assistenza.

Buona lettura!
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Come hai conosciuto Pluriversum Edizioni?

È successo nel periodo in cui stavo parlando con più di una casa editrice per pubblicare “Un cuore con la coda”. Fu quando partecipai al Doggy Day di Ferrara che un mio amico mi presentò Antonio Di Bartolomeo, editor e caporedattore di Pluriversum Edizioni. Subito capii di trovarmi davanti ad una persona competente collaborativa. In particolar modo mi colpì come Antonio si dimostrò comprensivo per quanto riguarda tutte quelle difficoltà per chi si muove in questo mondo come Autore. Se siamo riusciti a stare nei tempi, lo devo solo alla partecipazione attiva di Pluriversum. La cosa che mi ha dato più soddisfazione è che hanno veramente apprezzato il tipo di pubblicazione, cosa che per me contava prima di tutto.

“Un cuore con la coda” è un titolo assai speciale, vuoi spiegare a cosa ti sei ispirato?

La metodologia di preparazione in Progetto Serena elimina il termine addestramento.Tutto il percorso si basa sulla relazione, la collaborazione, l’empatia, lo scambio di favori tra cane ed essere umano. Il cane lo fa perché è un ruolo che si prende volentieri all’interno della ” famiglia“.

È come un familiare umano; sarà sempre in attenzione che il proprio compagno di vita a due zampe non abbia a star male e, se succede, chiamare aiuto. Ecco perché si parla di un Cuore che si affianca al diabetico con una strana caratteristica: ha 4 zampe, e’ peloso ed ha la coda!

Quando è nato il desiderio di scrivere “Un cuore con la coda”?

Già 2 anni fa ho pubblicato “Un tartufo per la vita” in collaborazione con una mia carissima amica giornalista Silvia Allegri.
Va precisato che si trattava più di un manuale e, essendo comunque il nostro un protocollo creato da zero, pur in presenza di basi solidissime, il percorso ha subito dei cambiamenti sotto alcuni aspetti, ovviamente in positivo.

“Un cuore con la coda” oltretutto si presenta come un libro aperto a tutto il pubblico, a differenza del precedente che era più per addetti ai lavori, questo contiene molte testimonianze, schede tecniche e i fumetti che raccontano le storie vere dei partecipanti al Progetto, perciò anche i più giovani trovano piacere nel leggerlo.

Raccontaci come è nata l’Associazione Serena e parlaci della tipologia di progetto che si prefigge.
Quando è stata fondata l’Associazione ci siamo trovati davanti alla scelta di “un nome” ho subito pensato senza alcun dubbio:
Progetto Serena Onlus – in ricordo di mia Figlia che purtroppo non c’è più e per me questo è un modo, anche se doloroso, per far sì che il nominarla la fa sentire qui con noi anche se purtroppo non lo è.
Progetto Serena Onlus ha dato il via in Italia al cane allerta nel diabete, infatti con il successo riscosso dal Progetto altri si sono presentati. Questo è un bene perché l’Italia è grande e nessuno può pensare di fare tutto; quello che mi spiace è che si prendano metodologie straniere basate sull’addestramento che nel tempo si sono trasformate in copie di Progetto Serena.

Il Progetto si integra all’attività già di per se stessa innovativa dell’addestramento dei cani molecolari per assistenza e soccorso ai diabetici.
È rivolto a tutte quelle persone diabetiche di tipo 1 o 2 che cercano una gestione più tranquilla dei momenti di difficoltà che le crisi glicemiche comportano.

Progetto Serena ONLUS mette a disposizione istruttori preventivamente formati che, a fine percorso di circa 18 mesi, preparano il cane al riconoscimento della crisi glicemiche in arrivo per scongiurare gravi complicazioni; tutto ciò sia richiamando l’ attenzione il diabetico stesso, chiamando un familiare nel caso il diabetico non riesca a riprendersi e, nel caso lo stesso fosse da solo e grazie ad una tecnologia in fase di brevetto, ad uso esclusivo di Progetto Serena, effettuare le chiamate di soccorso.

Questo viene reso possibile grazie all’intervento di un’azienda, la Secretel Service di Milano, che si e’ impegnata all’ingegnerizzazione di un prodotto di alta tecnologia:

L’ E-allertdog.

Come fa il cane ad allertare se il diabetico si sente male?

Il prodotto si sostanzia in un tappetino sensibile al tocco che, se opportunamente sollecitato dal cane, lancia una serie di richieste di soccorso ad altrettanti numeri memorizzati, recapitando un messaggio vocale e la posizione GPS del diabetico per ricevere soccorso. Appositamente studiato, elimina anche la possibilità di false segnalazioni . Il tutto si è reso necessario, in quanto le coppie diabetico/cane in percorso sono formate con molti bambini i quali sono in grossa difficoltà nel riconoscere le crisi; anche gli adulti arrivano spesso al diabete asintomatico che è la forma più pericolosa in quanto quando la persona si rende conto di stare male è già tardi.

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Nel 2016 il Progetto è piaciuto anche ai Medical Detection Dogs Italia (cani usati per la ricerca dei tumori) i quali hanno voluto ed ottenuto una collaborazione per la creazione di un circuito Nazionale in maniera da poter accontentare anche il più lontano richiedente.

E proprio in questi giorni il 6 e 7 dicembre  “tappetino telefonante” è in concorso per il premio Best Practices di Salerno

Tutte le informazioni le  troverete sul blog  http://www.progettoserenaonlus.it/

Pluriversum Edizioni è orgogliosa di annoverare un autore così valente come Roberto Zampieri che va ad arricchire il nostro catalogo con il suo ” Un cuore con la coda”.

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