I diari della Taunus – intervista a Sam Paglia

a cura di Marina Vicario

Sam Paglia è un disegnatore, compositore, paroliere, cantate, pianista e organista Hammond, il celebre strumento americano usato nel gospel e nel blues. È specializzato in tastiere vintage e ha fondato nel 1996 il Sam Paglia Trio.
Tra i numerosi album che ha pubblicato, si trova il fortunatissimo Nightclubtropez, che lo designa come “godfather” della lounge music italiana.
Nel suo primo libro “I diari della Taunus“, edito da Pluriversum Eidzioni, Paglia si fa conoscere in tutte le sue sfacettature.

Nell’intervista sono molte le cose che racconterà di sé: gli inizi, la sua infanzia (periodo in cui era già consapevole di cosa sarebbe diventato) e molto altro.
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Siete pronti a salire sulla Taunus per conoscerlo meglio?

Buon viaggio!
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Chi è Sam Paglia scrittore?
       Sam scrittore non è molto diverso da Sam musicista o disegnatore; è fondamentalmente un narratore.
L’esigenza di inventare storie per intrattenere amici o i miei cugini, che spesso accompagnavano i miei pomeriggi di bambino, inizia appunto dall’infanzia, così come la passione per il cinema, il disegno, la musica e il palcoscenico.
Sono un intrattenitore, uno che crede nell’energia della parola scritta, nella sua musicalità intrinseca e nel ritmo del racconto come se fosse musicato.

Come hai conosciuto Pluriversum Edizioni e hai deciso di pubblicarci un libro?
       Ho conosciuto Pluriversum attraverso la mia editor Bea Valeriani che era in contatto con Massimiliano Fusai, anch’egli autore della casa editrice. Ho partecipato ad una presentazione e ho conosciuto Antonio di Bartolomeo  della Pluriversum, lo stesso Massimiliano che presentava il suo “Dove abita Dio” e Marco Ragazzi col suo “La cacciata dall’olimpo”.
Ho scelto di pubblicare con Pluriversum perchè ho visto un entusiasmo raro, un grande rispetto per gli autori che vengono accolti e coccolati come se fosse una grande famiglia. L’impressione è stata questa.

Come è nata l’idea di scrivere un libro?
       L’idea di scrivere un libro è molto precedente a questo progetto, solo ora ho avuto modo di mettere in ordine quello che è una raccolta di racconti scritti nell’arco di tanti anni.
Sono stati  “riaggiustati” e adattati ad un viaggio ben preciso, legato da un filo conduttore alla mia automobile: la Ford Taunus, appunto.
Ho due o tre romanzi iniziati, rimasti incompleti e credo che sia il momento di sistemarli. Certe idee nascono spontaneamente, in un momento preciso della propria vita, ma non è detto che sia sempre giusto sviluppare un soggetto immediatamente.
A volte è meglio che un lavoro rimanga ad aspettare in un cassetto, in attesa della giusta maturità dell’autore, per il trattamento stilistico più adatto e anche il giusto distacco tra autore e storia.
Il tempo aiuta a capire se davvero, negli appunti presi anni prima, ci sarà del buono. Come il vino può diventare ottimo e pregiato, oppure aceto. 

A chi è diretto  il tuo diario ?
       Il libro è rivolto principalmente a chi già mi conosce e mi segue, ma è anche a chi ha  la curiosità di sapere qualcosa in più della mia storia di musicista e artista.  È anche un modo per segnare una pagina della vita come si fa con un segnalibro; è come dire: “fin qui tutto bene”, o quasi.

Sembra che tu abbia vissuto molte vite Sam, a quale ti sei più affezionato?
       Tra le vite alle quali sono più legato c’è sicuramente la parte riguardante la scuola d’arte a Urbino, tra il 1985 e il 1990. Ero lontano da casa a 14 anni e dividevo una stanza ammobiliata con un mio coetaneo, Francesco, diventato il mio miglior amico, compagno di mille avventure, anche negli anni seguenti. Ho imparato e affinato l’arte del disegno e nel 1991 mi sono trasferito a Londra per lavoro come animatore di cartoni animati. Lì è cominciata una seconda vita, molto avventurosa e determinante sul piano professionale e umano. Nel 1996 ho scelto di interrompere una carriera avviata di disegnatore per la musica. Nel libro racconto parte di questa storia in maniera più dettagliata.

Com’era Sam Paglia da bambino?
      Da bambino ero molto particolare. Non facevo gruppo con i coetanei e quando mi escludevano dai giochi, soprattutto dal calcio, tiravo un sospiro di sollievo. Leggevo libri sul cinema e adoravo i vecchi film horror degli anni ’30.
Sapevo che sarei diventato un artista e rileggendo alcuni temi liberi, scritti all’eta di 6 o 7 anni, descrivevo quello che avrei fatto con molta precisione. Sono cresciuto con un padre piuttosto colto e curioso; in casa non mancavano libri e neppure dischi. I regali più belli furono un proiettore super 8 con relative bobine di films e, nel 1979, un vero pianoforte dove ho mosso i primi passi come musicista.

Quando iniziò il tuo interesse verso il cinema?
       La passione per il cinema è nata dalla frequentazione dei cinema all’aperto estivi a Cesenatico e da quello parrocchiale, il glorioso cinema Eden. Non perdevo una domenica e onestamente mi manca tantissimo quell’emozione. Nel libro c’e’ un capitolo dedicato a questo cinema mitico.

Su che genere ti piacerebbe scrivere per il cinema? Hai un genere preferito?
       La commedia è il genere che ho sempre preferito, assieme al cinema d’azione. Sono molto legato a certi maestri italiani della commedia all’italiana, sia registi che scrittori. Erano in grado di miscelare in maniera mirabile toni comici, drammatici e grotteschi come nessun autore di altri paesi avrebbe potuto farlo.
Penso ai maestri come Mario Monicelli, Scola, Germi, Dino Risi, fino al meno considerato Luciano Salce, agli sceneggiatori Age e Scarpelli, Flaiano, lo stesso Scola, Maccari, Suso Cecchi D’Amico. Insomma c’era parecchia vita vissuta in quel cinema e la capacita’ di ridere di cose spesso poco simpatiche, vizi e nefandezze dell’italiano medio. Un film come Il sorpasso di Risi con Gassman è del 1962 e regge il tempo benissimo. Mi piacerebbe scrivere e diregere con quel piglio.

Sei stato anche autore per diversi jingle pubblicitari, come è stata quell’esperienza?
        Scrivere per la pubblicità era una cosa che rendeva bene, fino ad una decina di anni fa. Oggi le cose sono cambiate parecchio. Io sono della generazione dei bambini anni 70/80 che si affezionava ai jingle pubblicitari, quelle musichette di pochi secondi che rimanevano in testa per anni e che identificavano un prodotto, con poche note o suoni particolari. Mi è sempre piaciuta l’idea di condensare in pochi secondi un mondo sonoro da accompagnare ad un prodotto. Ho lavorato a qualche jingle che ho prodotto con mio fratello e devo dire di aver guadagnato abbastanza per lavori di poche ore di studio. I tempi, come dicevo, sono cambiati: esistono in rete musiche per ogni diversa richiesta acquistabili a pochi dollari. Il lavoro dell’artigianato è finito anche in questo settore.

Qual è il settore che ti ha dato più soddisfazione e quello che, se potessi tornare indietro, eviteresti?
       Credo che la musica sia stata la scelta più giusta al momento giusto, era una sfida che mi ha intrigato molto. Sono soddisfatto di aver fatto le scelte che ho fatto, non ho rimorsi o ripensamenti.

Parlaci della tua amata Taunus, protagonista del titolo e filo conduttore del libro.
       La Taunus è la mia bolla di ferro che mi protegge dal buio dei tempi moderni, una cabina di teletrasporto dove torno bambino e sfido i giganti della tecnologia. Per quasi 20 anni non ho avuto che lei. l’ho portata lontano, ci ho mangiato dentro, l’ho trattata male, l’ho fatta riverniciare, l’ho venduta, l’ho ricomprata, mi sono perso e ritrovato Infine le ho fuso il motore. Il ricavato del libro servirà a riportarla in strada col suo rombo infernale.

Il talentuoso e produttivo Sam Paglia avrà pur qualche difetto, no?
       Certamente! Ne ho tantissimi a dire il vero. Il primo, anche se non sembrerebbe, è quello di essere pigro. Poi sono lunatico, egocentrico, imprevedibile, solitario e un po’ troppo cinico. Ma io, quasi quasi… li chiamo pregi, perchè ci sono legato, fanno parte di me in maniera definitiva e in qualche modo determinano il mio modo di fare le cose.

Progetti per il futuro?
       Rimanere in vita il più possibile e star sereno; scrivere, comporre musica, suonarla in giro finchè non mi stancherò. Non farò nulla se sarò stanco di farlo
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Il viaggio sulla Taunus di Sam Paglia, mi sembra davvero un copione di un film. Sam è un uomo, che ancora non è arrivato al mezzo secolo, ma ha viaggiato alla velocità della luce in esperienza e carriera. Ciò che  ho avvertito è, che oltre ad avere avuto buone occasioni, si sia dato davvero molto da fare. Un esempio per molti e sicuramente lo intervisterò ancora per conoscere come ha fatto a fare tutte queste cose e bene. Prima però bisogna leggere il libro!

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