Anna Campo – “Che doni vorrebbe Gesù per Natale?” e “L’abete” (da stampare)

di Marina Vicario

Anna Campo è l’autrice di “Un gomitolo di storie“, uno dei best seller di Pluriversum Edizioni.
È mamma lavoratrice di quattro figli. È anche catechista, ruolo che porta avanti con molto amore e devozione.
Per conoscere di più Anna Campo leggete la sua splendida intervista cliccando sul link qui sotto
http://www.pluriversumedizioni.it/2018/08/01/anna-campo-viaggio-nella-scrittura-di-una-grande-autrice/

Nel racconto e nella letterina, Anna mette tutta la sua dolcezza ed empatia con l’argomento della famiglia e dei valori, ormai sempre meno sentiti nella nostra società.
Buona lettura!

Il piccolo Abete
Un albero di Natale languiva solo in un angolo di un grande cortile. Era un magnifico abete che era stato messo lì l’anno precedente e lui aspettava con impazienza di essere rimesso dentro quel bellissimo salotto, per essere addobbato a festa e poter ospitare tanti bei pacchetti colorati. Ma i giorni avanzavano e nessuno veniva a prenderlo. Il 10,11,12,18,20 …e ancora nulla.

Fino a che, il 22 Dicembre, sotto una bufera di neve il papà venne e, con una delicatezza estrema, lo tirò fuori di lì, riempì di terra un secchio e lo mise dentro. Intanto parlava tra sé;  anche se non ci sono soldi né salute abbiamo tre figli e loro devono festeggiare il Natale come tutti gli anni. Angela capirà”.
Lo portò dentro e tirò fuori scatole e scatoline ricolme di lustrini e palline meravigliose ma dovette lasciare tutto li: “Devo scappare, ho un appuntamento di lavoro, ormai è una settimana che sono stato licenziato”, così se ne andò con il cuore stretto. L’albero si rattristò molto ma pensò che forse la mamma poteva terminare il lavoro lasciato a metà.

Angela però non era dell’umore giusto: “E chi ha la testa a fare alberi quest’anno? Sono tre mesi che la ditta di Marco non lo paga e adesso hanno chiuso per fallimento. Devo trovare un lavoro anche io, uno qualunque, anche come cameriera. Abbiamo il mutuo della casa da pagare e se non lo facciamo siamo nei guai. E questo mese scade anche l’assicurazione della macchina e i libri nuovi per l’università del grande…”

Angela aveva il cuore colmo d’angoscia e di problemi; la ditta di suo marito era fallita e non avevano pagato nulla. Posto per il Natale non c’era proprio in quell’oscurità assoluta, fino a che venne il 24 Dicembre.
Le scatole erano ignorate da tutti e l’abete solo, triste e più verde che mai si sentiva sprecato per quella famiglia che non lo voleva più. Fino a che, durante la notte, scese sotto Stella, la bimba più piccola di dieci anni. Era intenzionata a decorare l’albero.

“Il Natale serve a dare speranza, dice sempre la catechista, e a noi, allora, questa speranza serve più che agli altri”. Non era proprio un pensiero perfetto ma si capiva che non voleva che la mamma si arrendesse. Scese anche Meri, la sorella di 12 anni, la guardò e iniziò a mettere le luci sull’albero.

Lavorarono insieme in silenzio, senza dire una parola, più unite che mai. E mentre Meri metteva una pallina nella parte più alta dell’albero, in punta di piedi, perse l’equilibrio e stava per fare un capitombolo esemplare quando una mano salda la fermò: suo fratello Stefano.

“ Insieme ce la faremo, vi aiuterò io”. Continuarono per tutta la notte ma riuscirono a finire in tempo:
“ Stella “ disse Meri alla fine: “ vai a prendere quelle scatole che la mamma conserva perché non si sa mai che possano servire…” e Stella corse a prenderle.

Scrissero un biglietto per ognuno, dopo una breve consultazione, con su scritto: AMORE per papà, SPERANZA per la mamma, GIOIA per la nonna Ida sempre arrabbiata (disse la più piccola…) SORRISO per il nonno Gianni sempre serio.E per la zia Lucia, la loro preferita, scrissero GRAZIE per le volte in cui asciugò le loro lacrime e i loro cuori. Andarono a letto all’alba, stanchi ma tanto felici e sulla porta della loro camera si abbracciarono: quello era il loro grazie, il loro regalo.

La storia finisce qui.
Come reagirono i genitori? Questo non lo sapremo mai, ma non è importante.

Questa storia ci insegna soprattutto che la speranza è la base, l’ingrediente speciale che rende la vita degna di essere vissuta,che per darcela Dio si incarnò, nacque, patì e morì. E resuscitò.
E lo spirito del Natale è tutto racchiuso qui.

Che doni vorrebbe Gesù per Natale?
(Lettera di Gesù per i suoi bambini il giorno del SUO compleanno)
Un sorriso al giorno
per fare felice chi ti sta accanto.
Una carezza alla mamma,
per dare gioia a chi ti vuole,
da sempre,
tanto bene.

Un abbraccio al papà,
per fargli sentire tutto il tuo amore per lui.
Un fiore alla tua sorellina o fratellino,
perché sono parte di te.
Un disegno alle maestre
per la pazienza che dimostrano sempre con te.
E un pensiero bello al giorno per Me,
per darci la carica durante la nostra giornata.

Giornata che inizia in Me al mattino
con una preghiera
e finisce alla sera con il segno della croce.

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