Una poetessa in viaggio – intervista a Maria Teresa Tedde

di Marina Vicario

Se avete bisogno di carica giornaliera, che dia una sferzata alla vostra vita, Maria Teresa Tedde è la vostra soluzione. L’incontro, seppur telefonico con questa meravigliosa Poetessa viaggiatrice, è stato come assumere una pillola di energia creativa.

La movimentata vita di Maria Teresa Tedde dalle mille sfaccettature, potrebbe ispirare la trama per un film.
Nella sua intervista leggerete della sua ribellione giovanile, la sua emancipazione e le tappe bruciate, ma anche del suo essere insegnate rivoluzionaria, moglie e madre fino a diventare chi è ora: una poetessa sempre in viaggio.

Senza Scudo è il suo nuovo libro, appena uscito edito da Pluriversum Edzioni, si può acquistare in libreria o cliccando comodamente su questo link http://www.pluriversumedizioni.it/prodotto/senza-scudo/

Buona Lettura!
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Perchè hai scelto Pluriversum Edizioni per la pubblicazione della tua silloge “Senza Scudo”?
Sicuramente dopo essermi confrontata a lungo Antonio Di Bartolomeo. Solo grazie a lui che ho deciso di pubblicare e poi mi piaceva la sua filosofia editoriale.

Chi era Maria Teresa Tedde prima di diventare scrittrice?
Ragazza ribelle, piena di ideali, grintosa. Giovane sposa e giovane mamma e giovane insegnante elementare, passata di ruolo al primo concorso all’età di venti anni.
Ho bruciato le tappe della vita: tutto e subito, saltando a piè pari la giovinezza e trovandomi immersa subito in grosse responsabilità di lavoro, di famiglia, di figli. Per fortuna avevo mia madre che mi aiutava molto. Anche da insegnante ho partecipato alla rivoluzione di metodologie didattiche, creando una scuola attiva con il coinvolgimento di alunni e famiglie. E fra tutti questi impegni ho trovato anche il tempo di iscrivermi all’ Università e laurearmi in pedagogia con indirizzo psicologico. Alla mia tesi di laurea c’era presente il mio figlio maggiore di nove anni. La laurea l’ho sfruttata dopo trent’anni di insegnamento nella scuola elementare (così si chiamava allora) perchè sentivo di non avere più lo stesso entusiasmo creativo e mi sono data il concorso di abilitazione per le scuole superiori, in cui ho insegnato negli ultimi sei anni prima del pensionamento.

Quando e come è nato il desiderio di scrivere?
Sono una grafomane sin da bambina: inviata in collegio come orfana di ferroviere, mia madre scelse con molta sofferenza di farmi studiare “in continente” per prepararmi un futuro. Così sono stata bruscamente separata dagli affetti familiari e sono rientrata in Sardegna col diploma in tasca.
Dal collegio scrivevo lettere interminabili in cui mi narravo, descrivevo emozioni, speranze, paure e sogni.
Mia madre leggeva sempre le mie lettere in famiglia e alle amiche.
Scrivevo sempre, avevo il mio diario e da adolescente talvolta scrivevo qualche lettera d’amore su richiesta di amiche, ma la vera vena narrativa ho potuto esternarla soltanto quando sono andata in pensione ed il tempo era divenuto mio alleato. La poesia è entrata in scena tardivamente, otto o nove anni fa, ma forse repressa da una vita, ha deciso di non darmi tregua e si esprime come un vulcano in perenne eruzione.

Come sei entrata a far parte dei salotti più importanti di letteratura in giro per l’Italia e come sei riuscita a organizzare la tua nuova vita da scrittrice?
La mia vita da scrittrice sta diventando sempre più impegnativa e non immaginavo affatto che mi accadesse, anche se lo trovo esaltante e stimolante. Non sempre riesco a rispettare le richieste varie che mi pervengono e ridendo mi dico che avrei bisogno di un segretario! Inizio a dimenticarmi di alcune cose, non so se per via dell’età che avanza o degli impegni e richieste ravvicinate. Galeotto fu Facebook e il mio ingresso in gruppi poetici e la mia voglia di mettermi in gioco inviando liriche sulla base di temi proposti.
Poi si sa, le poesie che pubblico, sia sul social network che nelle silloge, fanno da cassa di risonanza: se piacciono vengono condivise, aumentano i lettori e la ruota gira sempre più veloce. Che meraviglia!

Mi affascina molto la tua storia, parlaci meglio di chi era Maria Teresa bambina.
Maria Teresa bambina solitaria e triste per via della perdita del padre e del suo invio in collegio fuori dalla sua isola. Maria Teresa che rifiutava il cibo, Maria Teresa scelta per recite e per canti, Maria Teresa che aveva tentato la fuga notturna dal collegio di Castellammare di Stabia volendo attraversare il mare… poi, Maria Teresa ribelle, contestatrice, che in fase adolescenziale andava a parlamentare con la direttrice per ottenere le calze di nylon piuttosto che i calzini corti, avere il permesso di trascorrere in famiglia il Natale (permesso ottenuto l’ultimo anno delle Magistrali e poi ratificato per sempre). Maria Teresa che rientrata in Sardegna ha lottato per avere i pantaloni, il due pezzi, la libertà di uscire con gli amici. Ecco la novella Robin Hood, poi divenuta femminista, parte attiva nel sindacato…politicamente impegnata, anche se era la scuola la sua vera passione.

Da dove arrivano gli spunti per scrivere le tue poesie?
Questa è la domanda più impegnativa e non vorrei scadere nell’ovvio e nel banale.
Mi piacerebbe dire che osservo gli accadimenti sociali e politici e scrivo, che trovo spunto per denunciare le mostruosità dell’epoca in cui viviamo, che scrivo per fare riflettere, per incitare alla ribellione, all’assuefazione di standard socio-politico-culturali che deprimono le masse, che lobotomizzano cervelli, che istigano all’odio, alla sopraffazione.
Mi piacerebbe, sì. Forse perché queste lotte le ho vissute, sento ora il bisogno di concentrarmi su quelli che ritengo i veri valori della vita: l’amore in ogni sua forma, la gioia, il diritto alle proprie speranze, ai sogni. Del resto, il grande scienziato Einsten, lasciò scritta una lettera alla amata figlia, in cui affermava che l’uomo non aveva ancora capito la vera Energia che domina il mondo, l’Amore e che ancora non si era scoperto come creare la bomba d’amore. Ecco, a modo mio lancio piccole bombe di amore… che in qualche arcano modo mi detta il cuore. Un cuore che ha una sua intelligenza che se viene armonizzata con la mente… si ottiene la quadratura del cerchio, ma non ci sono ancora arrivata, che dite?

Al tuo fianco troviamo Corrado Coccia, come è scaturita la vostra collaborazione?
Le stranezze ed imprevedibilità di Facebook!
Con Corrado ci eravamo conosciuti in un reading di Verseggiando sotto gli astri a Gaggiano( Mi).
Empatia reciproca per la sua musica e lui per la mia espressione poetica.
A distanza di molti mesi ci siamo incontrati a Verseggiando a Sovico e confrontandoci sui nostri futuri progetti artistici, Corrado, stimato e valente cantautore, pianista milanese, mi ha proposto di lavorare insieme.
Così abbiamo discusso e programmato: ci attendono sfide importanti, già dal 26 gennaio data in cui ci presenteremo insieme a Lissone (Monza) nello Spazio Atelier dell’eclettico Architetto e Artista Giovanni Ronzoni. Il tutto grazie alla promozione di Izabella Teresa Kotstka di “Verseggiando sotto gli astri di Milano”.
Il 23 marzo un’ altra grande sfida per noi che saremo ad Alta Luce Teatro Naviglio grande Milano in un mix di Poesie e Musiche – Poemus/ Musipò, ora arricchito da un altro intervento musicale del sassofonista Vito Silvestro.
Vedremo che sviluppi ci saranno.
Non è semplice,stando così lontani, incontrarci per effettuare le necessarie prove, ma quando si ha un progetto importante si valica il cielo ed io lo faccio.

Una copertina dai tratti e decisi e colori forti, ci vuoi parlare dell’autore e del perché è così rappresentativo quel dipinto per la tua opera?
Pier Domenico Magri, autore di tele astratte e materiche, è un pittore dal curriculum corposo, con mostre personali
in musei vari, tra cui Al Museo Correggio a Correggio. Vari i suoi riconoscimenti artistici di spessore, a livello nazionale ed internazionale.
Nel 2009 è stato insignito della Laura Honoris Causa in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo dell’ Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.

Ha esposto le sue opere più volte alla Biennale di Venezia, ed è stato il vincitore della Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma nel maggio 2017.
Le sue opere pittoriche mi hanno presa da subito, i suoi colori comunicano stati emotivi altamente positivi e onirici ed ho trovato una analogia emotiva fra i miei versi e i suoi dipinti.
Per tale motivo, eccetto la prima che espone il bel dipinto del pittore Giacomo Miceli – La vie en rose – le mie successive quattro silloge sono caratterizzate da un dipinto dell’ artista Pier Domenico Magri e questo è divenuto il tratto distintivo e unico di ogni mia raccolta poetica; ritengo che questo sia un valore aggiunto di cui sono estremamente grata al pittore.
La nostra collaborazione prima, ci ha visti a Sassari il 31/01/2015 quando, nei locali museali della Frumentaria, la Associazione Teatrale Paco Mustela ha inaugurato la mostra delle opere di Pier Domenico Magri “NESSUNDOVE” insieme alla presentazione della mia seconda raccolta poetica “Il Volo dell’Aquila la Luna nel Cerchio” edito youcanprint.
Nell’aprile del 2017 ha esposto al THotel di Cagliari per opera della Fondazione Daga ed ogni sua opera è stata affiancata da un mio commento poetico, abbinamento che ha trovato un largo consenso di pubblico per la corrispondenza di significati.
Ecco le motivazioni della mia scelta per la copertina: chi avrà la mia Silloge si troverà fra le mani un’ opera d’arte di prestigio che predisporrà alla lettura dei miei versi, mi auguro piacevole e coinvolgente.

Progetti futuri?
Continuare a scrivere, fare editare un romanzo ancora sonnacchioso nel cassetto, viaggiare, incontrare amanti delle poesie e confrontarmi, restare spontanea, dire sì ad ogni opportunità condivisa che la vita mi presenterà ancora.
Accettare successi ed eventuali periodi di magra, la vita è un’altalena e ti permette di fare esperienze nella luce e nel buio.
Restare libera di scrivere ed andare dove mi porta il cuore.
Non cadere nel tranello di identificare successo o insuccesso delle mie poesie con approvazione o disapprovazione personale da parte degli altri: mi chiamo Maria Teresa Tedde, ho le mie caratteristiche comportamentali e caratteriali, le mie certezze, le mie debolezze, le mie ricerche interiori a prescindere da consensi o dissensi su ciò che produco.
Certo, avere riscontri di approvazione e fruizione delle mie poesie mi piace, mi gratifica, ma voglio che i miei occhi continuino a sorridere anche di fronte a “ giudizi e valutazioni non da dieci e lode” ammesso che mai possa averlo; lo dico giusto per esprimere il mio progetto interiore di restare autonoma e felice o anche triste indipendentemente dai risultati.
La mia anima vola oltre e gode nel fare ciò che le crea piacere: voglio assecondarla finché le energie mi saranno alleate.
Perché ho imparato a dire Sì a ciò che mi procura benessere, anche se questo sconvolge ritmi ed abitudini acquisite negli anni.
Progetti ardui?
Io OSO ANCORA.
Senza scudo!
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Sì osa ancora Maria Teresa Tedde, osa per tutti noi! Sei un esempio di cosa significhi dedizione, amore e tanto impegno per realizzare un sogno importante.
La Redazione di Pluriversum Edizioni è molto orgogliosa di averti come presenza importante nel proprio catalogo.

Ti auguriamo di seminare per il mondo tante bellissime bombe d’amore e di avere soddisfazioni di cui godere con il tuo meraviglioso sorriso sulle labbra.


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