Mistificazioni, prevaricazioni e nichilismo editoriale

Chi attacca ossessivamente quelle case editrici che offrono servizi editoriali a pagamento o anche richiedono l’acquisto di un certo numero di copie agli aspiranti autori è totalmente in mala fede. Gli autori infatti non sono obbligati a sottoscrivere i relativi contratti e ad accettarne le proposte. Allo stesso modo, le imprese, da che mondo è mondo, perlomeno nel mondo civile, si muovono come meglio credono, alla luce di un sacrosanto diritto, costituzionalmente garantito, di libera iniziativa economica e libero esercizio della stessa.

Di certo va incoraggiata un’editoria di qualità, evitando di pubblicare solo chi mette mano al portafoglio; di certo è necessario operare delle attente valutazioni di manoscritti e progetti; di certo una casa editrice seria segue gli autori in fase promozionale e rischia con essi; di certo è la libreria la via privilegiata per vendere i libri; di certo è importante svolgere un meticoloso lavoro redazionale di tipo artigianale, curando il dettaglio e garantendo l’esecuzione dei servizi editoriali funzionali alla pubblicazione.

Ma creare liste nere, ove sono riposti gli eap sgraditi, secondo procedimenti sommari, alimentando altresì un clima da caccia alle streghe, come fanno alcuni siti collusi con Agenzie e Piattaforme di Self-publishing, è qualcosa di aberrante, che occorrerebbe indirizzare alla Corte di giustizia europea.
Si crede di tutelare gli autori, mentre si attaccano le imprese, già tanto tartassate da lacci e lacciuoli, da vincoli e balzelli, da assurde politiche stataliste ispirate dal disprezzo per il libero mercato.

Dovrebbe essere il mercato a far piazza pulita dell’editoria a pagamento, non i soliti operatori della mortificazione, sorretti da invidia e rancore.

Se proprio ci si vuole scagliare contro prassi di dubbia moralità, sarebbe più giusto e onorevole denunciare tutte quelle entità fantasma che, con semplici pagine Fb o con insignificanti blog, si proclamano Agenzie editoriali o Agenzie letterarie o, semplicemente, Agenzie freelance, e spillano soldi a chi ritiene, maldestramente, di averne bisogno, come quando per pagarsi i debiti di gioco ci si rivolge a strozzini. 
Queste sì, delle vere e proprie truffe, da cui gli autori dovrebbero tenersi lontani.

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