Crips e il  mistero di Farley – intervista al Dott. Claudio Lorenzetto

A cura di Marina Vicario

Il Dott. Claudio Lorenzetto è uno degli scrittori che occupa, con il suo romanzo , una parte importante nella sezione in catalogo di Plurivesum Edizioni dedicata al mistery.
Crips e il mistero di Farley” è una storia che merita di essere letta da coloro che con pane e suspance ci fanno colazione la mattina, oppure da quelli che vogliono vivere un brivido fino all’ultima pagina; insomma, il romanzo del Dott. Lorenzetto, parla di un mistero che ne vale la pena scoprire.

Si apre a noi lettori con una pacatezza congrua alla sua posizione di psicoterapeuta, ma con un’introspezione limpida che vi sorprenderà tutti.

Non voglio svelare altro… Buona lettura!


Chi è il Dott. Claudio Lorenzetto? Dove comincia l’uomo e dove finsce lo psicoterapeuta?
Difficile dirlo…
Io stesso sono lo strumento del mio lavoro e il mio lavoro sicuramente arricchisce l’uomo ponendo molte domande alle mie certezze.
È una sfida continua tra quello che penso di conoscere di me stesso e quello che mi viene mostrato nelle relazioni non solo psicoterapeutiche ma sociali. A volte sento di complicarmi da solo la vita aggiungendo forse problemi là dove possono essere richieste soluzioni molto semplici. Vivo comunque in equilibrio tra quello che sento di me e quello che mostro. A volte forse potrei mostrare un po’ meno ma fa parte delle profondità del mio carattere.

Quando ha iniziato a scrivere?
Iniziai molto giovane. Iniziai ricordo con lunghe anzi lunghissime poesie sulla vita e la morte. Forse avevo neanche 10 anni. Non ero bravo nella grammatica ma avevo una immaginazione prolifica che alimentavo attraverso le mie paure.
Ho sempre sentito di saper scrivere, soprattutto i racconti e, nel periodo della scolarizzazione, ho spesso patito il confronto con compagni di scuola che erano molto più bravi di me nello svolgere i temi. Ho impiegato tempo per riuscire a fornire una struttura alla creatività. È stato un processo lungo ma costante che ha seguito la maturazione dell’uomo.

Cosa l’ha spinta a decidere di pubblicare con Pluriversum Edizioni
Conoscevo il Caporedattore di Pluriversum Edizioni, il Prof. Antonio Di Bartolomeo, e gli ho proposto un progetto su una collana di libri tutti locati a Farley.

Da dove è nata la sua ispirazione per elaborare e scrivere Crips e il mistero di Farley?
Il racconto nasce quando avevo forse 18 anni. Era la fine di un periodo per me di cambiamenti fisici ed emotivi. Stavo raggiungendo un equilibrio post adolescenziale. Inizialmente il titolo era “Cambiamenti impercettibili” e il testo rappresentava una metafora di quello che avvertivo dentro di me. Credo possa essere lo stesso per chiunque voglia concedergli una lettura.

C’è un personaggio al quale è particolarmente affezionato e perché?
Forse in realtà non esiste un personaggio a cui mi sono affezionato in quanto ogni singolo personaggio rappresenta parte del tutto che mi componeva quando lo scrissi. La madre amorevole, il vecchio che guida la ricerca, lo sceriffo ambiguo, il vice superficiale ecc… sono elementi che esprimono bisogni e caratteristiche personali.

Che tipo di bambino era Claudio Lorenzetto? Quali stimoli emotivi e culturali aveva?
Ero un bambino arrabbiato. Molto attivo, quasi disperato.
Vivevo in una famiglia di insegnanti che hanno fatto di tutto per sostenere il proprio unico figlio, ma qualcosa in me mi faceva sentire inferiore soprattutto nel gruppo dei compagni di gioco.
Non sapevo bene come comportarmi e se potevo essere simpatico o se fosse indifferente per i miei amici la mia presenza nel gruppo. Pensiero che al giorno d’oggi mi risulta come una forma di auto violenza gratuita.
Di amici ne avevo e molto probabilmente la mia compagnia era avvertita come gradevole, ma questo allora non lo comprendevo.Quindi cominciai a scrivere spinto dal senso di solitudine. Un principio a me molto caro anche ora come psicoterapeuta. Il sentirmi solo nel mio mondo mi spinse a creare mondi nuovi immaginari. La differenza con la psicosi è che poi sapevo che non erano la realtà ma da buon nevrotico in erba facevo di tutto per piegare la realtà ai miei bisogni. Facevo salti mortali che però alla lunga divenivano frustranti.
Quindi direi che i miei riferimenti culturali da bambino sono sempre stati i fumetti della Marvel o libri di Stephen King, ma anche Conan Doyle, Alan Poe.
Il cinema ha sicuramente influenzato molto il mio modo di scrivere. D’altronde è comprensibile viste le difficoltà che avevo con la grammatica italiana. I film però che da bambino cercavo erano molto complessi se ripenso adesso a 2001 odissea nello spazio, Blade Runner, Videodrome ecc…

Quale genere letterario le piace di più e quali sono i suoi autori preferiti?
Direi Lovecraft , ma anche Pirandello, Stephen King ma anche D’Arzo se ripenso a Casa d’altri, ma devo ammettere che negli ultimi anni mi sono concentrato soprattutto su testi specifici per psicologi. Per fortuna la mia professione mi permette di rimanere in contatto con la letteratura mondiale; basti pensare ad esempio a Moby Dick e come la metafora della balena-ventre materno sia stata ripresa dalla psicoanalisi…
Sicuramente influenzò il mio modo di scrivere una frase che il mio professore di italiano Gianfranco Rossi, noto scrittore morto diversi anni fa e persona gradevolissima, mi disse in prima superiore criticando un mio tema: “ Non puoi scrivere come parli”. Ecco credo che chi è uno scrittore lo sia perché utilizza un linguaggio personale che è svincolato da quello popolare. Pasolini, mai banale riferimento, descriveva la società attraverso una comunicazione che ne rispecchiava le riflessioni personali.

Ha progetti per il futuro?
Ho in mente il secondo libro su Farley sul quale voglio mettermici “seriamente”, ma questo, dopo la promozione del mio primo libro.

Il Dott. Lorenzetto propone una storia narrativa davvero intrigante dalla prima all’ultima parola; per conoscere la storia e per acquistare il libro cliccate il link o la copertina che troverete qui sotto

DESCRIZIONE
La quiete della piccola Farley si spezza quando due ragazzi scompaiono alla luce del giorno. Il buon vecchio Crips decide di vederci chiaro mentre la polizia sembra brancolare nel buio. Intanto le strade si svuotano e qualcuno trama la propria vendetta. Ma qualcosa succede e nessuno riesce a rendersene conto. La verità si mostrerà alla fine di una trama accattivante e sarà una verità che sconvolgerà tutti, una verità che viene da lontano, anche se è stata sempre vicino e nessuno l’ha mai riconosciuta. Una storia sordida, inquietante, che pone molte domande e trova poche risposte, in quel mistero che sorvola ogni aspetto logico del vivere quotidiano.

L’AUTORE
Claudio Lorenzetto (Ferrara, 1973) è uno psicologo e psicoterapeuta impegnato da anni nell’osservazione delle pulsioni aggressive e delle personalità che deviano in comportamenti antisociali. Lo studio delle dinamiche psicologiche, l’esperienza clinica e una notevole capacità narrativa del sentiero psicosociale gli hanno permesso di costruire nei suoi libri immagini dettagliate di personalità ricche di sfaccettature e misteri.


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