Il noir secondo Paolo Bertulessi

di Marina Vicario

Paolo Bertulessi

Per la rubrica “A braccetto con l’autore” vi propongo direttamente un’intervista senza preamboli perché lo scrittore e poeta, che vi presenterò, ha dato risposte così esaustive che non rimane altro che immegersi nel suo assenzio per scoprire Paolo Bertulessi – NUOTANDO NEL MIO ASSENZIO – edito da PLURIVERSUM EDIZIONI

Come nasce Paolo Bertulessi scrittore?
Sono nato prima come ghostwriter: ho scritto per altri autori in crisi di ispirazione, fornendo loro trame e storie su commissione.
In campo letterario, sin da bambino, sono da sempre stato molto dotato di estro creativo e passione per la scrittura, a tal punto che al liceo i miei temi svolti in classe non erano semplici temi, ma componimenti dalle numerose pagine.
Una grave malattia di mio figlio, contro la quale lottiamo ancora, ha letteralmente dato una svolta alla mia vita e mi ha spinto a scrivere quello che sarebbe poi stato il mio romanzo d’esordio, “ESISTENZE PROIBITE”, nell’Aprile 2018: un noir con una triade di giovani protagonisti che conduce il lettore in una realtà inquietante; questo libro è stato scritto in gran parte nelle corsie e nelle sale d’attesa di svariati ospedali, di giorno e di notte, anestetizzando in parte le mie ansie e il mio dolore interno. Decisi così che quell’opera doveva essere pubblicata con il mio nome in copertina: in quel preciso momento nasceva Paolo Bertulessi scrittore.
A seguire, nell’Ottobre dello stesso anno esce la mia seconda opera noir, “AURUM INFERNO OPERAIO “: trattasi di un romanzo ambientato nella realtà orafa della provincia vicentina e che ha come protagonista una giovane ragazza vittima delle vessazioni di una madre alcolizzata, la quale viene catapultata in una infernale vita lavorativa dove vivrà esperienze che la condurranno a una vera e propria dipendenza dal nobile metallo giallo con cui convive.
Nell’Aprile 2019 vede la luce “IN VIAGGIO PER LEI”, un romanzo unico nel suo genere, scritto a quattro mani con il mio ventennale amico Alberto Tacca, autore di romanzi storici: un’opera che esula dai nostri generi e trattante l’attuale tema delle molestie subite dalle donne nei Social.

Nel Maggio dello stesso anno, grazie alla Pluriversum Edizioni, la mia vena poetica noir prende vita e si fa libro: “NUOTANDO NEL MIO ASSENZIO” è fresco di stampa.

Da dove è arrivata l’ispirazione per “Nuotando nel mio assenzio”?
Premesso che in ESISTENZE PROIBITE sono contenute due poesie scritte da uno dei protagonisti, poesie tra l’altro molto apprezzate da numerosi lettori, anche l’ispirazione poetica è sempre stata insita in me.

“NUOTANDO NEL MIO ASSENZIO” era nell’aria, è una silloge poetica della quale vado molto fiero, e penso che vada persino oltre la poesia: è puro succo spremuto dalle mie visioni quotidiane, è pura vita, quella vera e spesso dura, quella che a volte ognuno di noi tiene per sé e dentro di sé.
L’ ispirazione è stata sempre costante, quasi inarginabile: la mia poesia è una poesia urbana, dove anche il cemento, la frenesia e il traffico convulso si appropriano di un loro spudorato fascino. Posso sinceramente confessarvi che l’ispirazione è ancora incessante, come quella dalla quale sono nati i miei romanzi noir: fisso una strada, osservo qualche persona seduta in un bar, vengo ammaliato da un volto e da una voce, vengo pervaso dal rombo particolare di un motore, esploro con passione un panorama urbano…e nasce la poesia, a volte persino tra un capitolo e l’altro di un libro in gestazione. Mi chiedo come si possa resistere a un fiume di parole in piena, qualcuno può spiegarmelo?
Tornando a “NUOTANDO NEL MIO ASSENZIO”, credo fermamente che questa raccolta poetica lascerà il segno in chi la leggerà usando la giusta chiave; credo molto anche nella doppia veste di scrittore e poeta, nel mio caso in perfetta simbiosi.

Come spiega il titolo della sua silloge “NUOTANDO NEL MIO ASSENZIO”?
Dalla fama della “Fata Verde“, forte distillato a base di numerose erbe tra le quali spiccano anice, dittamo, acoro e melissa, nasce la mia silloge poetica: lo stile di vita bohemien di molti scrittori parigini del XIX secolo ha molti punti in comune con il mio “Decadentismo”: è di un colore verde smeraldo e rappresenta il plasmare un’ispirazione. Ho avuto pure il piacere di assaggiarlo, essendo ancora commercializzato come prodotto di nicchia e destinato a pochi eletti estimatori.
Il pensare di nuotarci dentro è per me estremamente stimolante

Perché ama definirsi un poeta noir?
Perché scrivo con l’anima, e la mia anima è senza ombra di dubbio noir: sono pluviofilo e adoro i cieli grigi, le atmosfere surreali e cupe, le parole taglienti come lame, la estrema celebrazione delle più recondite sofferenze, la trasfigurazione visionaria della natura che mi circonda…scrivo romanzi noir, non dovreste stupirvi, e quando possiedi un’anima noir dipingeresti di nero anche l’arcobaleno. Porto molti anelli alle mie dita: amo vederli danzare mentre scrivo.

Lei è, dunque, un pioniere! Come può una poesia definirsi noir?
In modo sintetico, posso affermare che una poesia si può tingere di noir come un noir si può tingere di poesia. In effetti sì, mi sento un pioniere, forse perché agli occhi di molti può apparire poesia soltanto tutto ciò che parla di rosee visioni, di ruscelli montani che scorrono e di cinguettii nel bosco. Io apro altri scenari, come cogliessi fiori spuntati nel cemento che soltanto io ho il privilegio di vedere.

Che tipo di cultura ha respirato Paolo bambino?
Ho avuto il privilegio e la fortuna di crescere in una famiglia dove regnava la cultura: mia madre, oltre ad avere una formazione classica, era pittrice, una vera artista tutto genio e sregolatezza; mio padre è stato invece, per un certo periodo, docente di matematica e fisica in istituti privati.
Le pareti della nostra abitazione erano letteralmente tappezzate di quadri, molti dei quali opere di mia madre, mentre i libri erano ovunque; vietata qualsiasi parola in dialetto, questa fu la prima regola con la quale vissi già dalla mia infanzia.
Da ragazzino, mio padre non mi ha mai portato in uno stadio a vedere una partita di calcio, sport che tra l’altro detestava, ma mi conduceva a visitare le spettacolari ville della Riviera del Brenta, erudendomi in anticipo in materia di storia dell’arte: lo ringrazierò sempre per questo.
Il primo libro lo lessi all’età di cinque anni e non lo scorderò mai: “Michael cane da circo”, di Jack London; poi, mano a mano che crescevo, divorai opere di numerosi autori prelevandole dai comodini dei miei genitori, spaziando da Piero Chiara a Pirandello, da Calvino a Silone, da D’Annunzio a Jack Kerouac, da Schnitzler a Sciascia, da Nabukov a Montale…il materiale non mancava di certo.
Ciliegina sulla torta, mia nonna materna era una vera fuoriclasse dell’enigmistica, una donna in grado di risolvere i giochi più complessi con estrema disinvoltura, passione che poi, inevitabilmente, contagiò anche me. Purtroppo, i miei vennero a mancare troppo presto e in circostanze tragiche a sei mesi di distanza l’uno dall’altro: loro avevano quarantanove anni, io venticinque.

Come ha conosciuto Pluriversum e ha deciso di pubblicarci un libro?
Ho conosciuto Pluriversum Edizioni per caso, rimanendo colpito da un post che descriveva il modus operandi della casa editrice: credere in un autore e dargli fiducia e spazio di espressione non è una regola rispettata ovunque.
Ho da subito reputato la Pluriversum la casa editrice perfetta per la pubblicazione di “NUOTANDO NEL MIO ASSENZIO”: un’opera così particolare merita uno staff di veri professionisti.

Da dove coglie le ispirazioni, solitamente?
La genesi delle mie ispirazioni si trova ovunque, anche in un semplice dialogo origliato in un bar: mi definisco uno scrittore e un poeta incontinente.
Uno scrittore deve saper ascoltare le parole di chi ha intorno a sé, ne può sempre scaturire una storia da raccontare.
Mi è capitato anche di creare una storia partendo da un titolo che avevo in mente: a volte un titolo può racchiudere l’essenza di quell’universo che si trasformerà poi in libro.
Ricordatevi anche una cosa: uno scrittore non si incazza mai con chi gli fa un torto, ma si limita ad inserirlo nella sua prossima opera.

Ha progetti per il futuro?
Dopo quattro pubblicazioni in poco più di un anno, una delle quali, AURUM INFERNO OPERAIO, ha partecipato al Premio Campiello 2019, ho in previsione la pubblicazione del mio nuovo romanzo noir, attualmente in fase di ultimazione, entro i primi mesi dell’anno prossimo; ma non finisce qui: la mia seconda e prossima silloge poetica è in lavorazione…preparatevi!
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Nell’attesa che arrivi il nuovo romanzo noir di Paolo Bertulessi potrete ACQUISTARE IL LIBRO DI PAOLO BERTULESSI NELL’ E -STORE DI PLURIVERSUM EDIZIONI CLICCATE SUL LINK QUI SOTTO

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