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Filastrocche magiche e favole incantate

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Scrivere una prefazione per un libro di racconti non è per niente facile. La cosa si complica quando i racconti sono indirizzati a un pubblico in giovanissima età, figurarsi poi se il libro contiene favole.
Iniziando a leggere questo libro, già dalle primissime battute, mi è venuto naturale fare un viaggio nel tempo con un incalzare di figure fantastiche in crescendo; merito della scioltezza dialettica degli autori che consentono al lettore di apprezzarne tutta la sua straordinaria bravura.
Non è assolutamente facile scrivere un libro per bambini, non lo è per davvero: lo scrittore, per riuscire nel suo intento e cioè farlo apprezzare da quel pubblico giovane cui principalmente è diretto, deve necessariamente avere le stesse qualità di un pittore o di uno sceneggiatore: il saper trasmettere la scena scritta e le relative emozioni in modo da coinvolgere pienamente chi legge.
Tra i tanti aspetti artistici degli autori, quello che più di ogni altra cosa li rende pressappoco unici nel loro genere, c’è la meticolosità con cui curano i dettagli narrativi degli episodi, sempre trattati con estrema cura. Questo permette di accogliere incredibilmente le immagini in modo persino realistico, tanto da potersi immergere nelle vicende e viverle come interpreti dei personaggi.
Altro dettaglio che non va sottovalutato e che rende il libro molto interessante è l’esigenza di voler destrutturare alcune figure di altrettanti personaggi classici, quali, per esempio, “Orcomatto” che, per definizione, nell’immaginario collettivo, raffigura e rappresenta un Essere cattivo, mentre nella favola che lo rievoca in questa raccolta diviene essere buono e rassicurante (“innamorato di una fatina che non faceva sorprendenti magie” e “ai bambini leggeva dolci fiabe emozionanti”).
Agli autori quindi riesce fantasticamente bene stravolgere tale figura negativa, facendole assumere una sembianza nuova, presentandolo ufficialmente al lettore con una veste diversa da quella cui tradizionalmente è rappresentato.
Che ai bambini si debbano raccontare storie e favole belle, felici e soprattutto divertenti, lo pensiamo tutti e su questo nobile principio ci troviamo tutti d’accordo, adulti e piccini, quindi agli autori va dato il giusto merito di averci creduto fattivamente, proponendo questo meraviglioso libro.

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Descrizione

Scrivere una prefazione per un libro di racconti non è per niente facile. La cosa si complica quando i racconti sono indirizzati a un pubblico in giovanissima età, figurarsi poi se il libro contiene favole.
Iniziando a leggere questo libro, già dalle primissime battute, mi è venuto naturale fare un viaggio nel tempo con un incalzare di figure fantastiche in crescendo; merito della scioltezza dialettica degli autori che consentono al lettore di apprezzarne tutta la sua straordinaria bravura.
Non è assolutamente facile scrivere un libro per bambini, non lo è per davvero: lo scrittore, per riuscire nel suo intento e cioè farlo apprezzare da quel pubblico giovane cui principalmente è diretto, deve necessariamente avere le stesse qualità di un pittore o di uno sceneggiatore: il saper trasmettere la scena scritta e le relative emozioni in modo da coinvolgere pienamente chi legge.
Tra i tanti aspetti artistici degli autori, quello che più di ogni altra cosa li rende pressappoco unici nel loro genere, c’è la meticolosità con cui curano i dettagli narrativi degli episodi, sempre trattati con estrema cura. Questo permette di accogliere incredibilmente le immagini in modo persino realistico, tanto da potersi immergere nelle vicende e viverle come interpreti dei personaggi.
Altro dettaglio che non va sottovalutato e che rende il libro molto interessante è l’esigenza di voler destrutturare alcune figure di altrettanti personaggi classici, quali, per esempio, “Orcomatto” che, per definizione, nell’immaginario collettivo, raffigura e rappresenta un Essere cattivo, mentre nella favola che lo rievoca in questa raccolta diviene essere buono e rassicurante (“innamorato di una fatina che non faceva sorprendenti magie” e “ai bambini leggeva dolci fiabe emozionanti”).
Agli autori quindi riesce fantasticamente bene stravolgere tale figura negativa, facendole assumere una sembianza nuova, presentandolo ufficialmente al lettore con una veste diversa da quella cui tradizionalmente è rappresentato.
Che ai bambini si debbano raccontare storie e favole belle, felici e soprattutto divertenti, lo pensiamo tutti e su questo nobile principio ci troviamo tutti d’accordo, adulti e piccini, quindi agli autori va dato il giusto merito di averci creduto fattivamente, proponendo questo meraviglioso libro.

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