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Gente della Terra Santa

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Il piano dei racconti si sovrappone di continuo in un rapporto di commistione tra verità e fiaba, nella quale emerge la coralità dei suoi protagonisti, come nel racconto Il vecchio e il passerotto, dove gli abitanti del campo profughi di Mar Elias in Libano prendono a turno la parola scaricando la loro tensione e la rabbia dettata da una condizione disumana. In questo racconto leggiamo dell’incontro tra il suo protagonista, il vecchio Abu Salem, e la Morte (“la sagoma entrò galleggiando con pesantezza, togliendo la luce e l’aria a quella povera stanza, e si accovacciò in un angolo”). Sarà l’incontro con il passerotto a segnare la sconfitta della Morte e la riaffermazione della Vita: «sorvolarono il cielo del campo ancora assopito […] ecco la Palestina: Acri, Haifa, ecco Jaffa, Gaza, Hebron, Gerusalemme con la sua cupola splendente».
La voce di tutto un popolo riemerge con poesia, fantasia e resistenza. Raccontare la Palestina come “universale fantastico” che racchiude nella sua storia tutte le particolari resistenze nel mondo, come Omero voce della collettività del popolo greco. Ecco, la Palestina come la Resistenza per antonomasia, che raccoglie in sé tutte le resistenze particolari sparse nella terra.
Se come scrive Mahmoud Darwish “l’unico valore di chi vive sotto occupazione è il grado di resistenza all’occupante”, oggi, in Palestina e nel mondo, l’arte rappresenta ancora uno dei mezzi migliori per Resistere.

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Descrizione

Il piano dei racconti si sovrappone di continuo in un rapporto di commistione tra verità e fiaba, nella quale emerge la coralità dei suoi protagonisti, come nel racconto Il vecchio e il passerotto, dove gli abitanti del campo profughi di Mar Elias in Libano prendono a turno la parola scaricando la loro tensione e la rabbia dettata da una condizione disumana. In questo racconto leggiamo dell’incontro tra il suo protagonista, il vecchio Abu Salem, e la Morte (“la sagoma entrò galleggiando con pesantezza, togliendo la luce e l’aria a quella povera stanza, e si accovacciò in un angolo”). Sarà l’incontro con il passerotto a segnare la sconfitta della Morte e la riaffermazione della Vita: «sorvolarono il cielo del campo ancora assopito […] ecco la Palestina: Acri, Haifa, ecco Jaffa, Gaza, Hebron, Gerusalemme con la sua cupola splendente».
La voce di tutto un popolo riemerge con poesia, fantasia e resistenza. Raccontare la Palestina come “universale fantastico” che racchiude nella sua storia tutte le particolari resistenze nel mondo, come Omero voce della collettività del popolo greco. Ecco, la Palestina come la Resistenza per antonomasia, che raccoglie in sé tutte le resistenze particolari sparse nella terra.
Se come scrive Mahmoud Darwish “l’unico valore di chi vive sotto occupazione è il grado di resistenza all’occupante”, oggi, in Palestina e nel mondo, l’arte rappresenta ancora uno dei mezzi migliori per Resistere.

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