Un racconto ironico, sagace, nello stile di Paolo Ansaldi

a cura di Marina Vicario

GABBARE O GABBATO? È un racconto particolare, ironico, ma che porta a più di una conclusione morale, etica e personale.
Paolo Ansaldi ci regala un’altra chicca scritta in maniera semplice, scorrevole che vi strapperà un sorriso.

Divertitevi a dire la vostra.
Buona lettura!!

Che gioia, che soddisfazione, ora ho un figlio medico. Quanti sacrifici, quanto sudore in questi sette lunghi anni. È vero non ho più la terra (venduta per mantenerlo agli studi) ma poco importa, ora ho raggiunto il mio sogno.
Quando chiuderò gli occhi per sempre, lo farò sereno, perché mio figlio ha tagliato il traguardo della laurea e della specializzazione, con un avvenire sicuro.

Anche lui si è sacrificato, oltre lo studio ha dovuto lavorare, perché i soldi che inviavo non bastavano.
Chi l’avrebbe mai detto che io, povero contadino, ho un figlio importante.

Nicola, il giorno della laurea, vedeva gli altri che festeggiavano assieme ai familiari ed amici e lui era solo soletto, ed è dovuto tornare nella sua pensione per cambiarsi ed andare a lavorare. Ora, finalmente, aveva in mano anche la specializzazione e pensò di fare istanze di assunzioni, anche temporanee, presso enti sanitari pubblici e presso cliniche private. Per brevi periodi lavorò e con i soldi messi da parte pensò di aprire uno studio a Roma dove si era laureato.

Una sala d’attesa modestamente arredata con sei sedie e una scrivania vuota (non poteva permettersi un’infermiera) e la stanza delle visite, con un lettino, un armadio, una scrivania e un separé.
Collocò l’insegna all’ingresso della facciata del palazzo e si mise in attesa di eventuali clienti.
Sapeva, a priori, che sarebbero stati periodi di vacche magre, perché ognuno per risparmiare sarebbe andato dal proprio medico e per un lungo periodo erano più le uscite che le entrate. Non potendo accettare questo andar delle cose aguzzò il cervello per trovare la soluzione idonea a far soldi. Alla finì partorì l’idea e l’attuò subito. Prese una tabella e la collocò vicino all’insegna con la scritta :Il dottor Nicola Asaro vi garantisce la guarigione con la modica spesa di 50,00 euro. Non guarendo vi rimborserà 100,00 euro.

A poco a poco la clientela cominciò ad affluire e la voce si sparse prima nel quartiere e poi a macchia d’olio in tutta la città. La voce arrivò ai vari luminari della medicina sia degli ospedali pubblici che di quelli privati.

In tutti i vari salotti per bene si parlò di questo giovane medico che guariva tutti.

Durante una pausa caffè un’equipe medica commentava di questo giovane, quando uno di loro disse che l’avrebbe messo alla prova e che lui si sarebbe presentato come paziente.

Il giorno libero si presentò, aspettò il suo turno e poi entrò.

Come era solito fare Nicola ascoltò le lamentele del paziente mentre compilava la cartella.

“Sa dottore, da un po’ di giorni non riesco a gustare i cibi. Mi sembrano insapori”, disse il finto paziente.

Il dottor Nicola si alzò, aprì l’armadietto delle medicine e prese una fiala trasparente e un bicchiere di plastica. Aprì la fialetta e la versò invitando il paziente a berla.
Costui, appena l’assaggiò, sputò tutto fuori dicendo : ”Ma questa è benzina?”

Nicola con tono pronto e deciso rispose: “Ha visto? Ora ha riacquistato il gusto”.
Il malcapitato pagò ed andò via pieno di rabbia per essere stato preso in giro da un novellino.

Indispettito pensò di ritornare, questa volta accusando qualcosa di grosso pensando di gabbare veramente Nicola e disse che era solito a dimenticare tutto e che questo era diventato un problema.

Il dott. Nicola Asaro annotò qualcosa, sempre nella stessa cartella. Si alzò aprì l’armadietto delle medicine, prese una fiala trasparente e un bicchiere dicendo: “Beva che ritornerà la memoria”.

L’impostore prima di bere odorò e disse : ”Blah! È la stessa benzina della volta scorsa!”
E Nicola quasi divertito prontamente rispose: ”Ha visto che le è ritornata la memoria?”. Più arrabbiato di prima quello pagò ed andò via senza riferire nulla ai colleghi.

Andando via, il finto paziente, fra sé e sé, diceva : “È possibile che io non riesca a gabbare questo novellino?”
Ci riflettè sopra e poi si presentò accusando la perdita della vista, tant’è che entrò a tentoni e con le mani avanti.

Nicola non si scompose, lo fece parlare e alla fine disse: ”Mi dispiace, questa volta non posso fare nulla per lei. Ha bisogno di consultare un bravo oculista. Ecco questo è per lei, prenda. Non perda tempo a consultare un luminare”. Aprì il portafoglio e gli consegnò cento euro, mettendoglieli nelle mani. Il paziente guardò e disse:” Ma questo è un foglio di carta bianco; questi non sono soldi!”
E Nicola :”Bravo, ha visto che ha riacquistato la vista? Ora mi deve 50,00 euro”

E così colui che voleva gabbare è stato gabbato, per ben tre volte!

Paolo Ansaldi

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *