Destini strappati – intervista a  Mariella Di Camillo

a cura di Marina Vicario

Destini strappati” è una nuova silloge di racconti nel catalogo di Pluriversum Edizioni, scritto da un’anima meravigliosa che porta il nome di Mariella Di Camillo.
È una di quelle raccolte che si dovrebbero leggere per senso della responsabilità verso il contesto sociale di ognuno di noi, anch’esso ormai globalizzato.
Racconto dopo racconto, i sentimenti diventano emozionali e il lettore si ritroverà parte integrante della voce narrante.

Storie che si dovrebbero leggere, raccontare, custodire come esperienze di vita, perché le voci di quei destini abusati e strappati sono milioni in ogni parte del pianeta.

Un popolo che urla in silenzio, che non si può continuare a ignorare.

Con “Destini strappati” l’autrice ha compiuto uno straordinario lavoro di umanità, dando spessore e concretezza a quegli esseri umani considerati invisibili.

Chi è Mariella Di Camillo?
Oggi Mariella Di Camillo è come l’araba fenice, sta rinascendo dalle tante rovine della sua vita. Fin da bambina scriveva racconti e poesie, cose ingenue, forse senza valore, ma sempre vere e sentite.

Mariella, quando ha iniziato a scrivere e ha pensato che poteva farlo anche per gli altri?
Ho sempre scritto, ma la mia insicurezza, il dolore profondo che mi ha accompagnata fin da quando ero piccola, non mi hanno permesso di credere che i miei pensieri potessero essere interessanti per gli altri.

Alle scuole medie, ho avuto la fortuna di essere seguita da un’insegnante di lettere che seppe valorizzare quelli che erano dei semplici temi e mi propose di leggerli anche in classe ai compagni, tanta era la stima che mi riservava.
Fu allora che ho cominciato a pensare di rendere pubblico quello che pensavo e mettevo per iscritto.
Poi, in terza media, la stessa insegnante mi fece partecipare ad un concorso di poesie e fui inserita fra i primi dieci vincitori.
Da lì è nato il desiderio di uscire dal mio cantuccio e farmi conoscere.

Nei suoi racconti ci sono diverse storie e personaggi, a quale è più affezionata o si identifica di più?
Vivo intensamente tutti i miei personaggi, anche se non sempre sono autobiografici, tutti hanno qualcosa di mio, magari vivono un episodio che ha fatto parte della mia vita, oppure hanno un particolare fisico che è proprio della mia estetica. Però, ci tengo a dire che, pur dando una nota personale ai miei personaggi, alcuni sono distanti da me, ragionano in maniera antitetica al mio pensiero.

Spesso sono proprio questi personaggi, lontani nel tempo e nello spazio da me, fabbricati sulla storia di qualcuno che mi ha impressionato, che riescono ad intrigarmi di più.
Diventa quasi un gioco esplorare strade sconosciute e mettere il mio personale contributo attingendo solo dalla mia fantasia.

Quando è il momento giusto per scrivere, per lei?
Scrivo quando sento la spinta, non ho un momento particolare. Per le poesie, sono loro che vengono alla mia mente e le trascrivo, per le storie, nell’arco di alcuni giorni programmo mentalmente una scaletta, poi mi siedo e mi metto a scrivere a braccio.

Come è cresciuta Mariella? Che tipo di famiglia era la sua?
Mio padre era ufficiale della Marina Militare. La mia famiglia porta un’eredità intellettuale da molte generazioni, gli uomini hanno frequentato l’università, le donne, fin dal 1800, si sono dedicate all’insegnamento. Sono cresciuta in un ambiente dove la cultura era uno dei primi valori.

Da cosa è arrivato l’impulso di scrivere “Destini strappati?”
Mi sono laureata nel 1978 e ho fatto tutte le battaglie degli anni Settanta combattendo per i miei ideali, avvicinandomi al femminismo ma in maniera moderata. Fu proprio questo mio avvicinamento a rendermi sensibile alle varie problematiche femminili, decidendo di scrivere storie dolorose che purtroppo fanno parte del quotidiano.

Che messaggio vuole lasciare ai futuri lettori?
Attirare l’attenzione della gente su cose che vengono sottovalutate o addirittura non considerate. Se ne parla ma evidentemente non abbastanza! Ogni giorno vengono abusate milioni di donne e desidero fermamente attirare l’attenzione su questi argomenti. La gente pensa che queste cose succedano sempre agli altri, ma possono succedere a tutti.

Che donna è Mariella adesso, rispetto alla ragazza intellettuale e rivoluzionaria?
La Mariella rivoluzionaria desiderava cambiare il mondo come ogni giovane che subisce un sistema angusto e ingiusto. La Mariella del 2019 è più pacata, la vita le ha presentato conti salati, sofferenze e ostacoli da superare, come la maggior parte delle persone. Ora riflette e si impegna per comunicare al meglio il suo messaggio contro la violenza.
In comune, passato e presente, portano con sé la speranza di migliorare le cose.

Nuovi progetti per il futuro?
Sto scrivendo un racconto che affronta il problema dell’aborto; prima che ci fosse una legge che lo consentisse. Parlerò delle tante donne morte a causa di questa orribile pratica, in particolare di una ragazza e le vicissitudini drammatiche che è costretta a vivere.

Vorrei scrivere su un altro argomento molto trascurato, ovvero il mercato delle baby prostitute messe sulla strada dalle stesse madri.
Si parla troppo poco di queste situazioni che sono all’ordine del giorno ed è un grande male dei nostri tempi.

Mariella Di Camillo è nata a Taranto, ma attualmente vive a Roma. Nel 1978 si è laureata in Pedagogia presso La Sapienza; ancor oggi studia metodi di insegnamento rivolti ai ragazzi problematici. Ha allestito laboratori teatrali presso le carceri minorili di Roma e Milano. Dopo i 25 anni è stata aiutoregista della messicana Berta Dominguez e ha collaborato con il produttore cinematografico Alex Salkind. Il suo spirito cosmopolita l’ha portata a soggiornare per lunghi periodi in Francia, Spagna, New York e nell’America Latina. Ha pubblicato poesie, racconti e saggi.

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