Visto di stampa!

Il VISTO DI STAMPA è l’autorizzazione a procedere, cioè a spedire il pdf del testo e il pdf della cover al tipografo, che prende in carico i file così come sono e… li stampa.

Li STAMPA! Capito?

È un momento cruciale del processo di pubblicazione, un punto di non ritorno, perché una volta stampato, e una volta pagate le fatture al tipografo (sempre anticipatamente, peraltro), non esiste un bianchetto in dotazione per rimuovere refusi o inesattezze che dovessero comparire con spregiudicata furbizia.

È vero che il refuso è sempre dietro l’angolo, anche le grandi case editrici alzano le mani, ma non si può imputare sempre alla casa editrice la responsabilità di non aver agito correttamente, a meno che una colpa non vi sia effettivamente, come nel caso in cui si manda per errore in stampa un pdf diverso da quello per il quale si è ricevuto il visto. Ma non altro, perché la casa editrice dopo aver editato il testo (con la massima attenzione) e inviato lo stesso all’autore per un controllo, ha compiuto con diligenza tutto ciò che era possibile e necessario fare per addivenire a un buon prodotto.

Ogni autore deve controllare con cura le bozze e segnalare qualsiasi correzione ritenga apportare, concedendo il visto solo quando è assolutamente certo che il testo corrisponde perfettamente alle sue aspettative.

Inoltre, aprite bene le orecchie… sul CONTRATTO EDITORIALE PLURIVERSUM c’è una clausola, esattamente all’articolo 7, punto b), che statuisce il DIRITTO DELL’AUTORE

a richiedere, per il solo riscontro, le bozze pronte per la stampa, che dovrà restituire con il “Visto di stampa” entro 10 giorni dalla ricezione delle stesse. Il “Visto di stampa” esonera la casa editrice dalla presenza di refusi o errori o dimenticanze o inesattezze o imperfezioni che dovessero evidenziarsi nel libro dopo la pubblicazione.

Cosa significa: “per il solo riscontro”?

Significa che l’autore deve “solo” verificare che sia tutto a posto, che il testo risulti essere proprio quello sottoposto a editing e già eventualmente controllato.

Il Visto di stampa è in sostanza l’ennesimo estenuante controllo del testo; ma ne vale la pena, perché avere un buon libro in libreria è fonte di soddisfazioni e di guadagni, mentre, mettere sugli scaffali dei libri pieni di refusi fa perdere credibilità ed è un deciso colpo all’immagine del brad.

Sono previsti 10 giorni, affinché l’autore possa con calma rileggere tutto. Se non lo fa, se concede il Visto con sciatteria, senza porvi attenzione, illudendosi che tanto, poi, mamma casa editrice farà una nuova edizione e tutto sarà risolto, beh… peggio per lui… perché mamma casa editrice potrebbe pensare che l’autore sia in mala fede…

L’autore, invece, è tenuto a collaborare; è certamente un suo diritto sapere quale testo viene pubblicato, ma è anche un suo dovere concedere il Visto senza procurare danni e malumori…

A testimonianza dell’importanza del Visto, nella mail con la quale lo si concede, si richiede all’autore la seguente dicitura (peraltro indicata anche nel contratto):

Il sottoscritto xxxxx concede il “Visto di stampa” per l’opera xxxxx, nella piena consapevolezza che esso esonera la casa editrice dalla presenza di refusi o errori o dimenticanze o inesattezze o imperfezioni che dovessero riscontrarsi nel libro dopo la pubblicazione.

E adesso fate attenzione… e non dite che non vi avevamo avvertiti.

NON DATE IL VISTO DI STAMPA PER POI LAMENTARVI DOPO; SIETE STATI SUPERFICIALI E AVETE OLTRETUTTO ARRECATO UN DANNO ALLA CASA EDITRICE.

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