VERGINITÀ

Vattene amore
e pussa via,
editoria.

Nessuna creanza
con poeti invadenti
che nell’oscurità della notte
fan botte, post e mail.

La mia magrezza
presto ritroverò
e non mi odierò.

Stravolta sfreccerò
co’ l’auto de la mi’ sòra
che c’ha le gomme pe’ tèra.

Seppur quasi esautorata,
straziata
dalle infelicità
della vita,
io urlerò con tremita voce:
“Sono emotiva, e bevo acqua Lete”.

Di sera mi laverò la gonnella,
stanca e armata di pazienza,
per combattere
la mia stressante
esistenza.

Rinascerò serva a primavera,
o direttrice in qualche fiera…

Mi offrirò mille volte all’ora
all’infame e all’ingordigia.
Finché vivrò
la mia verginità
non sarà scalfita.
Finché esiterò
in questo mondo turpe
e pazzo,
resterò illibata
senza scrive
e senza cazzo.
Tiè!
Non so fessa!

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