Schegge di umanità

a cura di Marina Vicario

Paolo Ansaldi è un uomo che rappresenta la classe e l’eleganza dei signori del sud e aver passeggiato, seppur metaforicamente, a braccetto con lui, ho trovato un amico disposto ad aprirsi e raccontare di sé.
La pacatezza e il savoir faire che lo contraddistinguono appartengono a quei tempi in cui l’educazione verso il prossimo era un modo di fare imperativo per saper vivere con civilità.
Queste qualità sono inserite tra le parole della silloge di racconti “Schegge” da pochi giorni pubblicata da Pluriversum Edizioni.

A voi l’intervista a Paolo Ansaldi!
Buona lettura!

Chi è Paolo Ansaldi?
Paolo Ansaldi è un uomo di 75 anni che dall’età di 10 anni ha sfruttato il cervello per immagazzinare tutto quello che avrebbe utilizzato durante il suo percorso lavorativo.
Oltre ad insegnare ha lavorato come corrispondente sportivo per parecchi quotidiani nazionali, ha fatto l’assicuratore, ha scritto la scenografia di “Boys in love” e ha diretto il documentario premiato a Pachino.
Si è sempre interessato di sport, di cultura politica, dell’emigrazione, dell’economia e di volontariato.

Paolo, come si è avvicianato alla scrittura?
Quasi per caso nel 2013 ha scritto “Elianne” e poi ”Un segnale dal passato”. Invogliato dalle continue richieste ho continuato a scrivere “Un insolito clochard” e “L’uomo che sognò il suo futuro”.
La forma di scrittura nella mia semplicità descrittiva, su pressione degli amici, mi hanno invogliato a scrivere un libro su Mazara ”Mazara nei suoi ricordi” e pure un giallo” Un’estate movimentata” e poi ”Il giardino della vita” fino ad arrivare a ”Schegge ” pubblicato da Pluriversum Edizioni.

Che cosa rappresenta la scrittura nella sua vita?
La mia vita è stata tormentata per molto tempo e rifugiandomi nel mondo della fantasia e della scrittura mi creavo quella cupola di isolamento al punto di darmi serenità anche perché era io a muovere le fila dei miei personaggi, suggeriti da fatti realmente accaduti.

Cosa vuole comunicare con la sua silloge di racconti “Schegge”?
Da un paio d’anni ho iniziato a scrivere novelle e “Schegge” è la prima raccolta.

Normalmente le schegge sono appuntite io, essendo un uomo che vede e osserva, ho smussato tutti gli angoli evidenziando solo il lato bello della vita e dell’amore verso la famiglia, gli animali, la natura.

I racconti sono segmenti di vita reale che coinvolgono il tessuto sociale, troppo spesso spinto dalla frenesia del benessere economico, che si sta dimenticando di ciò che rappresenta la parola amore in senso lato.

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“Schegge” è per chi spera che il sole torni prima o poi a risplendere e che qualcosa di bello nella vita possa sempre arrivare.
Parola dopo parola i racconti porteranno in storie di speranza con finali a sorpresa che scaldano il cuore.

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