Illustratrice di emozioni – intervista a Barbara Corti

a cura di Marina Vicario

Dal momento in cui ho avuto l’incarico – dal Direttore di Pluriversum – di intervistare l’illustratrice Barbara Corti, ho provato una grande cuoriosità.
Ho sempre pensato che un illustratore custodisca qualcosa di magico, una sorta di dono metafisico.
Lo scrittore ha il potere di farti entrare dentro alle pagine di un libro e chi illustra rende al lettore una declinazione di emozioni variopinte, capaci molto spesso di incantarti e stupirti.

Parlare con Barbara al telefono è stato subito facile, la sua naturale empatia e schiettezza mi hanno messo subito a mio agio. Mi ha raccontato molto di sé in poco tempo: una piacevole ‘full immersion’ in una vita vissuta a mille, a volte bruciando un po’ le tappe, ma che non ha scalfito il valore forte della famiglia che ha creato e di cui è orgogliosa.

È una mamma e moglie presente, ma non manca di essere una vera professionista con le idee molto chiare.

Un’intervista davvero sentita e genuina che vi riporto fedelmente, come mi è stata rilasciata, regalando alcune sue fotografie, affinché tutti la possiate conoscere meglio.
(Nella fotografia: Barbara Corti con il figlio Francesco ).

Buona lettura!

Barbara Corti sei illustratrice di Pluriversum Edizioni, come è successo?
Pura casualità. In questi anni ho dovuto sacrificare un po’ la passione per il disegno che ho sopperito, anche se diversamente, con la scrittura ed è stata quest’ultima a farmi conoscere Antonio di Bartolomeo. Grazie alla sua lungimiranza, dopo un incontro per un ipotetico libro, nel vedere i miei lavori mi ha proposto una collaborazione come illustratrice in Pluriversum.

Come nasce la passione per il disegno e quando hai capito che volevi fare l’illustratrice?
La passione per il disegno in me è innata, l’ho da sempre.
È forse stata una delle mie prime espressioni di personalità.
Da che ne ho memoria, ho sempre avuto una matita in mano.
Le mie capacità mi hanno indirizzato verso la frequentazione del Liceo Artistico, qualsiasi ne fosse stato il seguito, era relativo purchè mi potesse dare la possibilità di continuare a disegnare.

Il disegno per te è sinonimo di…
Espressività.
Esterna parte di ciò che sono e che altrimenti non sarei in grado di mostare. Non sono una persona eccessivamente timida ma non sono nemmeno estremamente esuberante.
Sono cresciuta con preconcetti e limiti e il disegno è stata la mia libertà.
La rappresentazione dei miei limiti e dei miei sentimenti, insomma una parte di me.

Come nascono le tue idee di disegno?
Da stati d’animo, da letture e ricerche.
Se il lavoro è personale, gioca molto il fattore emotivo perciò, una foto una poesia, uno scritto in cui mi identifico possono far nascere immagini che io riporto su carta con matita, colore o china.
Quando rapprestento lo stato d’animo altrui beh… mi aiuta molto l’empatia.
Assorbo condizioni, predisposizioni ed esternazioni altrui e le faccio mie… tutto il resto è disegno.

Come ricerchi le idee per una copertina da abbinare a un libro?


Fare la cover di un libro è un lavoro di conoscenza.
Personalmente amo confrontarmi con l’autore, mi aiuta a capire cosa vuole comunicare di sé con i suoi scritti, cerco un contatto, mi faccio raccontare, insomma parliamo.
Poi leggo, cosa che amo molto fare. Non c’è niente di meglio che conoscere quello che le persone ci vogliono comunicare da come lo scrivono e descrivono.

Credi nei sogni? Ne hai qualcuno nel cassetto?
Credo nei sogni? Un tempo, ma sono sempre stata una persona pratica, ho imparato velocemente che nella vita bisognava rimboccarsi le maniche e lavorare duramente per ottenere qualcosa; questo non vuol dire che ci sia poi riuscita ma almeno ci ho provato.
Non credendo nei sogni, nel mio cassetto ci sono i miei incompiuti e mi auguro che un giorno possa terminare tutto ciò che ho iniziato ma non ho potuto portare a termine.

Che cosa disegnava Barbara Corti, da bambina?
Da bambina ho disegnato tutto, dai miei cari ai posti che amavo poi un po’ più grandicella, all’epoca della scuola, mi sono avvicinata di più a quello che è il mio modo di disegnare attuale ho iniziato a mettere nei disegni le mie emozioni.

Che progetti hai per il futuro?
Progetti futuri? Sono una persona possibilista, non precludo nulla. Di certo la mia più grande ambizione sarebbe far conoscere le mie illustrazioni ed essere apprezzata per ciò che realizzo.

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Beh, cara Barbara… sembra che anche tu abbia un sogno nel cassetto! Cosa sono le ambizioni se non sogni da realizzare? Siamo sicuri che riuscirai ad affermarti molto presto. ?

Barbara Corti al lavoro

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